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Dom 1 feb | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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    Quella bellezza che già incantò Rilke

    Riprendiamo la descrizione della nostra esperienza sulla Via Alpina, sulla scorta della guida pubblicata da Peter Salzmann e Thomas Andenmatten. Stavolta non supereremo dei passi, ma cambieremo lingua e… stile architettonico. Ultreia!

    Münster-Ernen

    Il percorso si snoda in pianura percorrendo vari villaggi lungo il Rodano: Reckingen con la sua bella parrocchiale barocca dedicata alla natività di Maria, Gluringen (con la cappella sopra il paese, tradizionale luogo di pellegrinaggio), Ritzingen e Biel. Attraversato il Rodano, il percorso si snoda ancora lungo la valle ma con qualche discesa e salita in più. Alla fine, con una strada asfaltata, passiamo da diversi piccoli insediamenti, fra cui anche dal più antico villaggio in legno, per arrivare a Steinhaus e infine a Ernen. Questa località accoglie nella sua piazza, circondata da edifici che raccontano del suo passato splendore e nobiltà, dei concerti di livello internazionale. Imperndibile infine la vista, davvero meravigliosa.

    Ernen-Briga

    Dal bel villaggio di Ernen il percorso riprende con una stretta strada asfaltata, poi con un sentiero che scende nella valle fino quasi a raggiungere le gole sottostanti della Binna. Questa è la tappa più lunga. Si risale poi per vedere la cappella Hockmatta, immersa in un nugolo di case e nel verde di tutta la vallata. Il percorso continua tra verde e strada asfaltata fino a portarci a Grengiol, attraverso il fossato di Milibach, dove nel 1904 una valanga uccise 13 persone. La particolarità di Grengiols, oltre ai numerosi tulipani che fioriscono a maggio, è il «Cimitero dei celibi», che sono separati da chi era sposato. Tra strade e pascoli si scende a Mörel, con la sua splendida piazza e la chiesa parrocchiale, ben conservata. Attraverso un bosco si giunge poi alla cappella che spesso si nota sulla strada cantonale: la cappella Zen Hohen Flühen. Questa era meta di pellegrinaggi fin da Bosco Gurin, per poter «risvegliare» i bimbi morti nel parto, per poterli battezzare. Un gesto di fede davvero commovente. In seguito, sulla riva destra del Rodano giungiamo al più grande paese dell’Alto Vallese: Naters. Riconoscibile dal campanile bianco e nero di Saint Maurice, la cittadina presenta un ossario, il Museo della guardia svizzera (da qui proviene il maggior numero di guardie svizzere) e la celebre riproduzione della Basilica di san Pietro a Roma sulle rocce a ovest del paese. Per raggiungere Briga si attraversa il ponte sul Rodano.

    Briga-Gampel

    Briga è una cittadina affascinante e merita una visita. Non mancate la cappella dei Tre Re e immergetevi nell’animazione del centro. La strada tra Briga e Glis è breve ma un po’ «barbosa». In fondo però ci aspetta la bella chiesa Notre Dame, una sorta di santuario nazionale dell’Alto Vallese. Interessanti in particolare il campanile e il vasto portico ad arcate. Si segue poi il Rodano per giungere alla cappella di Eyholz e infine a Visp, con le sue due belle chiese che dominano il centro. Si ri-attraversa il Rodano e si sale a Saint Germain, bel paese pavimentato con l’acciottolato. Da qui ci immergiamo con delicatezza in anfiteatri di vigneti, che lasciano spaziare lo sguardo nella valle e che lentamente ci portano, accompagnati dal suono vivace delle campane, alla chiesa fortificata di Raron. La vista da qui è ancora una volta magnifica e proprio accanto alla chiesa si trova la tomba di Rilke, che sembra guardare all’infinito. Da non mancare la chiesa sotterranea, un’affascinante enorme caverna capace di contenere centinaia di persone. Da qui si prosegue di nuovo in salita e poi sul fiume, fino a Gampel.

    Gampel-Salquenen

    L’uscita dal paese è un po’ noiosa, così come il cammino seguente fino a Turtman. Da qui però, attraversiamo la strada cantonale e giungiamo in un luogo idilliaco: il vecchio letto del Rodano, tra stagni, vegetazione e uccelli di diverse specie. Con tanta bellezza negli occhi ci dirigiamo in salita verso Loèche/Leuk, che purtroppo troviamo quasi deserta. Significativa la chiesa gotica dedicata a Santo Stefano e ancor più l’impressionante ossario e l’affresco della danza macabra. Merita un passaggio anche la cappella Ringacker, con il suo sontuoso barocco... da qui in poi a dominare sarà il romanico. Da Loèche arriviamo a Salquenen attraverso un cammino ricco di terrazze vignate.

    Salquenen-Saint-Léonard

    Salquenen/Salgesch è l’ultimo paese germanofono del Vallese. Camminiamo tra i vigneti e scendiamo fino al torrente della Raspille. Il percorso, che continua a snodarsi tra i grappoli di uva non ancora maturi e qualche raro bosco di pini, ci conduce a Sierre. Nel cuore della città, San Cristoforo ci accoglie sulla facciata d’ingresso dell’ex chiesa parrocchiale medievale di Notre-Dame-des-Marais, che troviamo chiusa. Visitiamo brevemente la cittadina con il suo bel municipio e poi ci immergiamo di nuovo tra i vigneti fino al lago sotterraneo di Saint-Léonard, formatosi con l’ultimo grande terremoto del 1946 nel Vallese. Il villaggio, tranquillo, ci permette una bella sosta, anche per gustare le numerose specialità vallesane… come una raclette fuori stagione!

    Chiara Gerosa

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