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  • Stanislaw Grygiel (1934-2023)

    Ricordando Stanislaw Grygiel, un filosofo amico della Facoltà di Teologia di Lugano

    «Ricordati, mi disse una volta il vescovo Eugenio Corecco con piglio convinto, che il professor Grygiel non è un docente di filosofia, ma un filosofo, perché vive quello che pensa». Il “filosofo di Cracovia” ci ha lasciati pochi giorni fa - il 20 febbraio 2023 - all'età di 89 anni. Vivendo a Roma, a pochi metri dal vaticano, per essere a portata di mano ogniqualvolta Giovanni Paolo II lo chiamava, è diventato un romano a tutti gli effetti, cioè dal cuore ecclesiale.

    San Giovanni Paolo II, lo prese da Cracovia con la moglie Ludmilla e i figli Jakub e Monica, poco tempo dopo l’elezione a Papa per farlo suo confidente, amico e interlocutore prezioso.

    Il prof. Grygiel elaborò nel corso della sua ricerca filosofica le categorie di pensiero del suo antico docente, il professor Karlol Wojtyla, con il quale intraprese il suo dottorato all'Università di Lublino. Mi disse una volta che da giovane faceva tutto per quel giovane vescovo che era anche suo professore all’Università. Lo scarrozzava ogni giovedì da Cracovia a Lublino dove teneva le sue lezioni e lungo il percorso imbastivano dei seminari di filosofia.

    Chissà quante volte avranno riflettuto sulla visione dell'uomo, sinteticamente concentrata in quella frase della Gaudium e Spes 24, che Giovanni Paolo II citò decine di volte nei suoi scritti riguardante la famiglia: «L'uomo, il quale in terra è la sola creatura che Dio ha voluto per se stesso non può ritrovare pienamente se stesso se non attraverso il dono sincero di sé». Il prof. Grygiel visse questa frase nell'esperienza esistenziale e aggiungeva, che: «La conoscenza di ciò che è vita non può essere una ristretta definizione di concetti che pretendono di afferrare l'oggetto, ma relazione personale, di comunione».

    Qui è raccolta tutta la sapienza del filosofo di Cracovia, che portava il suo pellegrinaggio pensante al traguardo ultimo, senza bloccarlo in sterili sforzi analitici che impediscono una sintesi appagante. Per lui la verità, secondo Sant’Agostino è “Vir qui adest!”, cioè una persona: il Signore Gesù, appassionatamente ricercato.

    Così Grygiel intuì, assecondando il Vescovo Corecco, che Lugano poteva essere il terreno fertile per una Facoltà di teologia. Si iniziò, come terreno di assaggio, un corso di antropologia, aperto a tutti, nella sala San Rocco che subito si riempì di frequentanti di ogni età.

    La percezione fu chiara: qui c’è voglia di pensare e di conoscere! Giovanni Paolo II, che era a conoscenza di tutto, incoraggiò l’avventura della futura Facoltà di Teologia di Lugano che cominciò ad apparire nei suoi essenziali contorni e indirizzi. Perdere quell’orizzonte di pensiero significherebbe perdere il patrimonio genetico, che costituì una novità significativa nel panorama accademico. Stanislaw, grande amico, continua ad accompagnarci.

    Mons. Willy Volonté, Rettore del Collegio Diocesano Pio XII

    L'appuntamento si sabato 11 marzo, promosso dalla Pastorale familiare diocesana al Collegio Pio XII di Breganzona-Lucino, non avrà luogo per la dipartita del relatore il prof. S. Grygiel.

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