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    Rupnik, prosegue l'indagine della Dottrina della Fede: allo studio la documentazione

    Contattate nei mesi scorsi le istituzioni coinvolte; allargato “il raggio della ricerca” anche a realtà con le quali non c'erano stati precedentemente contatti; acquisita documentazione, ora allo studio. Prosegue il lavoro del Dicastero per la Dottrina della Fede sul caso di Marko Rupnik, il noto mosaicista e predicatore, accusato di abusi psicologici e sessuali da alcune consacrate maggiorenni e dimesso nel giugno 2023 dalla Compagnia di Gesù di cui era membro. All’ex Sant’Uffizio il Papa aveva affidato il 27 ottobre dello scorso anno il compito di esaminare il caso, dopo aver deciso di “derogare alla prescrizione per consentire lo svolgimento di un processo”. Una decisione presa a seguito delle segnalazioni inviate nel mese di settembre dalla Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori al Papa su “gravi problemi” nella gestione del caso Rupnik e “la mancanza di vicinanza alle vittime”.

    Individuare le procedure da implementare

    Come riferisce la Sala Stampa della Santa Sede: “Negli scorsi mesi, a seguito dell’incarico ricevuto dal Papa a fine ottobre, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha contattato le istituzioni coinvolte a diverso titolo nella vicenda per riceverne tutte le informazioni disponibili relative al caso”. “Dopo aver allargato il raggio della ricerca a realtà non precedentemente contattate e avendo appena ricevuto gli ultimi elementi in risposta, si tratterà ora di studiare la documentazione acquisita per poter individuare quali procedure sarà possibile e utile implementare”, spiega la Sala Stampa vaticana.

    Conferenza a Roma di due ex consacrate

    Proprio questa mattina, 21 febbraio, a Roma presso la sede della Federazione Nazionale della Stampa italiana (FNSI) si è svolta una conferenza stampa di due ex consacrate della Comunità Loyola, Gloria Branciani e Mirjam Kovac, una italiana e l’altra slovena, presunte vittime di Rupnik. Le due donne - accompagnate oggi dalla loro legale Laura Sgrò - hanno raccontato di “abusi fisici, psicologici e sessuali” e "abusi spirituali e di coscienza" che hanno subito personalmente o di cui sono venute a conoscenza quando erano molto giovani da parte di quello che era considerato una figura di riferimento nella comunità. Le due ex religiose hanno auspicato di ottenere ora verità e giustizia, senza alcuna “rivalsa personale”. “Mi sono perdonata e ho perdonato Rupnik”, ha detto Gloria Branciani ai giornalisti presenti, ribadendo l’auspicio che “venga riconosciuta la verità e il torto subito”.

    Vatican News

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