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  • Il giornalista italiano Nello Scavo

    Sette mesi di guerra in Ucraina con lo spettro della bomba atomica

    Nello Scavo giornalista di Avvenire è uno dei più apprezzati ed esperti inviati di guerra. È sotto scorta da tre anni per le sue inchieste giornalistiche sui trafficanti in Libia. Lo abbiamo incontrato a Como, dove risiede, in un momento di pausa tra i suoi viaggi in Ucraina e con lui abbiamo parlato di aspetti personali e della guerra attraverso il suo libro/diario “Kiev” (Garzanti, 2022) scritto nei giorni al fronte.

    “Com’è lo zaino di un inviato speciale?”. “Lo zaino è un po’ come la copertina di Linus perché ha dentro il necessario per poter lavorare e per poter sopravvivere nelle situazioni complicate. La cosa più importante in una situazione di guerra in realtà è un documento: il permesso dello Stato maggiore ucraino, in questo caso, che ti consente di poter lavorare nelle zone di combattimento senza questo passo non possiamo superare i controlli. Poi dal mio punto di vista quello che non può mai mancare è il lettore di libri digitale perché ti
    permette di viaggiare leggero. Puoi tenere tutti libri di cui necessiti. In un conflitto c'è un bisogno enorme di approfondimento legato all’attualità e legato alla storia dei luoghi. Non si può andare in Ucraina senza aver letto Vasilij Grossman o letto i racconti di Odessa e tutta la grande letteratura intorno a quei territori e anche quella più recente: come faremmo senza Anna Politkovskaja? E poi, nello zaino, c’è una piccola tradizione che riguarda mio figlio che mi presta sempre un peluche”.

    Il 24 Febbraio 2022, esattamente 7 mesi fa, il presidente russo Vladimir Putin annuncia una “operazione militare speciale” per difendere le “repubbliche” separatiste di Lougansk e Donetsk nel Donbass – importante bacino minerario nell’est dell’Ucraina – di cui ha appena riconosciuto l’indipendenza. Putin afferma di voler “denazificare” l’Ucraina ed esige la garanzia che Kiev non entrerà mai nella NATO. Ma a 7 mesi di distanza, ormai, le notizie della guerra, hanno in qualche maniera assuefatto ai drammi della popolazione civile e lentamente gli aggiornamenti finiscono in secondo piano delle scalette dei tg. Ma l'offensiva russa riprende corpo con il richiamo dei 300'000 riservisti e la minaccia dell'uso della bomba atomica. Kherson, Kharkiv, Bucha, Mar d'Azov, Mariupol, Zaporizhia sono i nomi dei luoghi, per lo più sconosciuti, che oggi sono familiari alle nostre orecchie.
    Continua Nello Scavo: “Questa guerra ha messo in evidenza le contraddizioni della nostra società sulla pace, sull’invio delle armi, sulla resistenza, sulla difesa e anche sul tema dei profughi: il fatto che ne siano stati veramente accolti tanti in un tempo cui si parla più di respingimenti. E ovviamente, la guerra, ha ricadute devastanti sul piano internazionale, pensiamo al tema dell’energia ma non solo anche agli altri conflitti che si stanno preparando proprio in questi momenti: Armenia e Balcani. Questa guerra ha anche diviso famiglie e diviso religioni, popoli che per secoli hanno convissuto adesso sono in guerra e ci vorranno generazioni affinché si possa recuperare”.

    Nella lunga chiacchierata c'è spazio anche per considerazioni personali: “Il lago di Como per me è un luogo particolare, questo è un luogo di pace ma che oggi mi ricorda la guerra. Ci vengo molto spesso quando ho bisogno di “ritrovarmi”. Qui si sente ogni tanto il rumore degli idrovolanti che partono e atterrano e il rumore del motore è molto simile a quello dei missili Kalibr russi. Sono dei missili ipersonici che però negli ultimi secondi prima di esplodere smettono di superare la barriera del suono e questo è il rumore che si sente quando il missile sta piombando sull’obiettivo. Tutte le volte che torno in questo luogo, guardo la tranquillità del lago e questo rumore mi ricorda che da qualche altra parte le cose non stanno andando così”.
    Infine aggiunge Nello Scavo: “Ho sempre con me un taccuino su cui è stampata questa frase “domani è il primo giorno del resto della mia vita” e quando sei in guerra è utile ricordarselo sempre “.

    L'intervista completa, a cura di Francesco Muratori, andrà in onda nella puntata di Strada Regina, sabato 24 settembre ore 18:35 RSI LA1.

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