Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • Papa Francesco. (Foto di archivio)

    Sguardo positivo

    2016-06-27 L’Osservatore Romano

    Con il viaggio in Armenia il Pontefice ha compiuto un’altra visita del cuore, nata già in Argentina dalla consuetudine e dall’amicizia con i figli esuli di una terra scabra come le sue pietre e dolce come le melodie dei suoi canti. E in modo analogo l’immagine del suo popolo è «una vita di pietra e una tenerezza di madre» ha sintetizzato Papa Francesco, aprendo la lunga conferenza stampa sul volo di ritorno a Roma con il ricordo di quei giorni: «avevo tanti contatti con gli armeni, andavo spesso da loro alle messe», e anche «una cosa che di solito non mi piace fare» come le cene, «e voi fate cene pesanti!» ha aggiunto sorridendo.

    Nella visita e nella conversazione con i giornalisti si sono intrecciate la dimensione ecumenica e quella politica, ma nel senso delineato da Paolo vi in una riflessione che risale alle prime settimane di pontificato, dove appunto la «politica papale» è definita «iniziativa sempre vigilante al bene altrui». Ospite di Karekin ii, in quasi tutti i momenti della visita il Pontefice è stato accompagnato dal «supremo patriarca e catholicos di tutti gli armeni». E il viaggio è stato suggellato dalla firma di una dichiarazione, ennesimo passo di «un cammino comune già molto avanzato» verso l’unità. Che, come ha detto il Papa, non è «un vantaggio strategico», e tantomeno sottomissione o assorbimento, ma adesione alla volontà di Cristo per offrire al mondo la testimonianza del Vangelo.

    Lo sguardo positivo di Papa Francesco, ribadito con tranquilla determinazione nella lunga conversazione con i giornalisti, è fondato sulla fede e sa appunto che la memoria così purificata diviene «capace di incamminarsi per sentieri nuovi e sorprendenti». E sono le vie dell’incontro e della riconciliazione che il Pontefice ha chiesto ai giovani di percorrere, mentre nella dichiarazione comune la preghiera s’innalza «per un cambiamento del cuore» di chi perseguita i cristiani e le altre minoranze etniche e religiose in Medio oriente.Ed è la storia a insegnare che nei secoli la testimonianza cristiana degli armeni ha attraversato prove tremende, fino ai massacri di un secolo fa, «tragico mistero di iniquità» che Papa Francesco non ha esitato a definire «genocidio». Senza intenti offensivi o rivendicativi, ma per ripetere che le atrocità inflitte allora sono «le sofferenze delle membra del corpo mistico di Cristo», come ha scritto Giovanni Paolo ii, e dunque «ci appartengono» ha ripetuto il suo successore, sottolineando che «ricordarle non è solo opportuno», ma «doveroso». Come spiega una frase che il Pontefice ha scritto di suo pugno dopo aver reso omaggio alle vittime nel memoriale di Tzitzernakaberd: la memoria è «fonte di pace e di futuro».

    Sguardo positivo che nella conferenza stampa il Papa ha confermato su tutto: parlando del ruolo della donna nella Chiesa, del riconoscimento delle colpe dei cristiani per le mancanze accumulatesi nel corso della storia, del concilio ortodosso di Creta, del dialogo ecumenico con i protestanti e della situazione dell’Unione europea dopo il referendum britannico. Sostenuto dal suo predecessore che sta per festeggiare il sessantacinquesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale, definito con affetto «l’uomo che mi custodisce le spalle e la schiena con la sua preghiera».

    g.m.v.

    News correlate

    Liceo diocesano di Breganzona: serata di presentazione il 2 e il 24 febbraio

    L'ateneo prepara allieve e allievi al conseguimento della Maturità svizzera, offrendo nel contempo un ambiente educativo in cui ciascuno possa essere seguito, valorizzato e orientarsi nelle proprie scelte future.

    Lettori e accoliti, "un valore aggiunto nelle nostre comunità per camminare insieme"

    Il 24 gennaio in Cattedrale a Lugano mons. Alain de Raemy ha celebrato il rito di istituzione di 12 Accoliti e 8 Lettori. La testimonianza di Andrea Narciso, cappellano dell'esercito e accolito di Novazzano e del parroco don Paolo Solari.

    Tornielli: un viaggio nel segno della memoria e riconciliazione

    Centinaia di giornalisti da tutto il mondo hanno seguito la visita del Papa in Armenia. Una visita che già viene definita storica per il suo impatto ecumenico come spiega a Yerevan l'inviato del quotidiano La Stampa Andrea Tornielli

    no_image

    Papa è in volo verso l'Armenia

    Papa Francesco è in volo per il suo 14.mo viaggio all'estero del pontificato, che lo portera' per tre giorni in Armenia, la "prima nazione cristiana", in quella regione ex-sovietica del Caucaso dove tornera' di nuovo in settembre per le visite in Georgia e Azerbaigian.

    Armenia, l'attesa della gente: grazie a un Papa che ci ama

    Mancano meno di 24 ore all'arrivo di Papa Francesco a Yerevan, capitale dell'Armenia, mentre i preparativi proseguono frenetici per accogliere al meglio l'ospite d'eccezione che verrà come servitore del Vangelo e pellegrino di pace, per ricevere l'abbraccio di tutto un popolo che da più di un anno si prepara a questo grande evento.

    no_image

    Armenia. P. Lombardi: Papa abbraccia le sofferenze di un popolo intero

    Si avvicina la data di inizio del 14.mo viaggio apostolico di Papa Francesco. Il Santo Padre sarà dal 24 al 26 giugno prossimi in Armenia, prima tappa della più ampia visita nel Caucaso, che a settembre vedrà il Pontefice anche in Georgia e Azerbagian. I momenti salienti del viaggio, dal titolo “Visita al primo Paese cristiano”, sono stati presentati stamani in Sala Stampa vaticana dal direttore, padre Federico Lombardi.

    News più lette