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  • St. Maurice

    St. Maurice: reintegrato nell'abbazia il canonico Roduit

    Il canonico vallesano Gilles Roduit è stato reintegrato nella sua funzione di decano dell'Abbazia di Saint-Maurice (VS), dopo cinque giorni di sciopero della fame. Tuttavia non viene reintegrato nel suo incarico di decano a Monthey (VS). Roduit ha dichiarato a Keystone-ATS di essere soddisfatto della decisione, rivelata ieri dal portale cattolico online cath.ch, che lo reintegra nella sua funzione principale dopo "5 mesi e 15 giorni".
    "Il processo di reintegrazione si sta svolgendo gradualmente, per rispettare le sensibilità che possono essere colpite", ha aggiunto a proposito della decisione di non reintegrarlo per il momento come decano a Monthey.

    LA SOSPENSIONE DOPO LO SCANDALO, E LO SCIOPERO DELLA FAME

    Stando a cath.ch, la decisione presa dalla diocesi di Sion e dall'Abbazia di Saint-Maurice è stata comunicata in un annuncio inviato ieri agli agenti pastorali delle due entità in questione. Nessun comunicato stampa è stato divulgato. Contattate oggi, le due istituzioni religiose non si sono inizialmente espresse.  Queste due istituzioni, avevano chiesto al canonico di farsi da parte in seguito alla messa in onda, nel novembre 2023, del programma televisivo "Mise au Point" della RTS, che aveva rivelato casi di abusi sessuali all'interno dell'abbazia, in attesa dell'accertamento dei fatti. L'ecclesiastico ha accettato.
    Nella trasmissione, una ex parrocchiana, all'epoca dodicenne, rivelò di essere stata molestata all'interno dell'abbazia dal canonico, fatti che Roduit ha sempre negato. Il canonico aveva ricordato questa settimana che il caso è stato archiviato nel 2005 e, anche dopo due rivalutazioni nel 2021 e nel 2022, è stato deciso di non riaprire alcun procedimento in merito alla questione. La classificazione delle tre azioni intentate contro Roduit, sono state confermate anche dalla Santa Sede, ha voluto ricordare la stessa Abbazia a fine febbraio.
    Per il canonico sollevato dal suo incarico la situazione era diventata "invivibile", ragione per la quale venerdì scorso ha iniziato uno sciopero della fame. Azione che secondo lui ha contribuito a fare pressione. Il canonico ha anche inviato un messaggio al Nunzio Apostolico, delegato del Papa, per spiegare la sua situazione. "Mi ha risposto che capiva che la situazione di disagio e di mancanza di comunicazione in cui mi trovavo era insopportabile" e ha chiamato il mio vescovo, ha spiegato Roduit. Martedì, l'Abbazia di St-Maurice aveva espresso a Keystone-ATS il suo sostegno verso Roduit auspicandone la reintegrazione nel suo incarico.

    Fonte: cath.ch/Ats

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