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Dom 1 feb | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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    Sulle rotte dei pellegrinaggi, a passo d’uomo, guidati da Sant’Agostino

    L’esperienza del giovane Sant’Agostino che sulle pagine dell’Ortensio di Cicerone avverte un moto interiore verso la ricerca della sapienza, inizio del suo lungo itinerario di conversione al cristianesimo, può essere riletta come metafora del viaggio di tutti coloro che cercano Dio e di quanti si mettono in cammino percorrendo a piedi o in bicicletta antiche vie di pellegrinaggio. La proposta è di padre Antonio Baldoni in un volume dal titolo «I cammini spirituali dell’uomo, temi e riflessioni tratti da Sant’Agostino» (Ed. S. Siro, Pavia 2018). Agostino, infatti, accompagna la sua personale ricerca interiore con il viaggio, muovendosi tra luoghi e contesti culturali diversi del mondo di allora: Cartagine, Roma, Milano e poi l’Africa. Ogni tappa rappresenta per lui sia uno spostamento geografico, sia un passaggio spirituale: dal manicheismo al materialismo, ad una forma di nichilismo ed infine al cristianesimo. La sua ricerca ha sempre lo sguardo proteso verso nuovi incontri e nuove mete, un viaggio che una volta culminato nell’incontro con la Verità, lo ha trasformato in un pellegrino dentro la stessa Verità, perché Dio è inesauribile. Per questa ragione e per aver messo a tema in maniera sublime la ricerca interiore dell’uomo, segno e traccia che il cuore umano è fatto per Dio, Agostino può essere il compagno di viaggio di chi si mette in cammino. L’uomo è cercatore di infinito, ricordavamo una settima fa rileggendo il filosofo francese Blaise Pascal, nel 400 esimo dalla nascita. La ricerca, la vita e l’opera di Agostino ci suggeriscono che se è vero che questo Infinito, che questo Dio, può forse attenderci da qualche parte, nell’impensabile, è soprattutto vero che il cuore umano è fatto per muoversi, per andare a cercare quel mistero, non per stare passivamente fermo. Il pellegrinaggio, il viaggio a piedi o anche quello interiore sulle pagine di un libro che attira alla ricerca di qualcosa o qualcuno, sono l’espressione dell’inquietudine naturale dell’uomo che desidera una pienezza di bellezza, di felicità, di amore e si impegna per raggiungerla. Così è l’avventura di Agostino e di altri cercatori di Dio, che, infine, hanno trovato Dio e in Dio hanno compreso loro stessi e … gli altri. Perché il cammino di ricerca di Dio apre agli altri. È così nell’esperienza di Agostino, che incontrando Dio impara a relazionarsi in modo nuovo, si fa cantore della bellezza dell’amicizia, dell’amore fraterno lasciandoci pagine meravigliose che hanno saputo attraversare i secoli, accompagnando viandanti e cercatori di Infinito in ogni epoca. di Cristina Vonzun

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