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Ven 30 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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    Tradurre senza tradire: le traduzioni della Bibbia e del Corano. Ciclo di conferenze a Lugano

    I testi della Bibbia ebraica/Primo Testamento, del Nuovo Testamento e del Corano sono stati oggetto di analisi, interpretazione e traduzione da molti e molti secoli. In particolare l’azione del tradurre e del mettere alla base della formazione religiosa e culturale in genere traduzioni diverse ha condotto ad effetti talora mirabili e luminosi, talaltra tragici e carichi di violenza. Oggi più che mai appare notevolissima l'importanza delle traduzioni bibliche e coraniche per una conoscenza della fede e della cultura delle religioni abramitiche nel contesto della cultura euro-atlantica e mediterranea che dall’antichità è giunta alla nostra contemporaneità. Tradurre letteralmente significa essere fondamentalisti? Cambiare traduzioni consolidate nel tempo è sempre giusto e utile? Ci sono casi, nel tradurre i testi biblici o coranici, in cui si sono realizzate operazioni ideologiche che con la fedeltà ad essi non avevano alcun rapporto? A queste e ad altre domande, che investono ampi settori della traduttologia e dell’intermediazione culturale in generale, cercherà di fornire qualche risposta il ciclo di serate organizzato dall’Associazione Biblica della Svizzera Italiana in collaborazione con l’Associazione Biblioteca Salita dei Frati e con il patrocinio di Pen International - Centro della Svizzera italiana e retoromancia.

    Primo appuntamento per lunedì prossimo, 11 febbraio alle 20.30 nella sede della Biblioteca Salita dei Frati, con la conferenza Per leggere e tradurre i testi della Bibbia ebraica/Primo Testamento oggi. Interventi di Elena Lea Bartolini De Angeli, giudaista (Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale/ISSR di Milano) e Patrizio Rota Scalabrini, esegeta e teologo del Primo Testamento (Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano/Seminario di Bergamo).

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