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Sab 31 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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    Un diciannovenne sarà Santo con Paolo VI e Romero

    Il Papa ha annunciato nel Concistoro di oggi celebrato con i cardinali in Vaticano che il 14 ottobre ci sarà la canonizzazione di un giovane operaio italiano, già beatificato da Paolo VI: Nunzio Sulprizio. Insieme a Sulprizio sarà canonizzato anche un sacerdote della Diocesi di Napoli, don Vincenzo Romano. Ma per la stessa data era già stata precedentemente annunciata la cerimonia di canonizzazione di papa Paolo VI e monsignor Oscar Romero, il vescovo martire di El Salvador.

    Queste canonizzazioni avverranno  mentre a Roma vescovi di tutto il mondo saranno riuniti con il Papa per le settimane del Sinodo dedicato alle nuove generazioni.

    Nunzio Sulprizio (1817-1836)

    Nunzio Sulprizio è un laico e un giovane. Era un operaio vissuto nell'Ottocento e beatificato da Paolo VI nel 1963, durante il Concilio Vaticano II. Nato a Pescosansonesco, Pescara, il 13 aprile 1817, perse presto entrambi i genitori; lavorò fin da bambino nella officina di fabbro ferraio dello zio. Ma il lavoro troppo pesante per l'età minò il suo fisico: colpito nel 1831 da una malattia, fu ricoverato in ospedale prima a L'Aquila e poi a Napoli. Nonostante la sofferenza, Nunzio affrontò la malattia con una pazienza e un'offerta del proprio dolore che colpì chi gli stava vicino. Morì a soli 19 anni il 5 maggio 1836.

     “È meraviglioso vedere canonizzati insieme il Papa del Concilio– ha spiegato all'agenziasir mons. Valentinetti vescovo di Pescara – il vescovo delle periferie, il sacerdote che tanto fa pensare alla Gaudete et Exsultatee il Santo dei giovani che racchiude in sé non solo l’idea della vitalità adolescenziale, ma anche degli ultimi, perché maltrattato, sfruttato e rifiutato; dei soli, perché le contingenze della vita lo hanno portato a perdere tutti gli affetti; del lavoro, perché ha dovuto rimboccarsi le maniche e darsi da fare per sopravvivere; della provvidenza, perché sempre e comunque Dio si è fatto presente nella sua vita attraverso relazioni ed incontri; della gratitudine, perché, anche nella difficoltà, ha saputo condividere la gioia di appartenere al Signore e alla mamma celeste”.

    agenzie/red

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