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  • Una vita spesa per i più giovani

    Giovedì 21 aprile, improvvisamente, si è spento all’età di 75 anni, Ferruccio Piffaretti, storico direttore dell’Oratorio e del Cinema Iride di Lugano. Molti gli amici che lo ricordano con affetto.

    I ricordi di gioventù

    «La notizia della sua morte mi ha scosso profondamente – ci racconta Augusto, un suo amico, – perché in mattinata ci eravamo incontrati, siamo usciti e l’avevo poi riaccompagnato nella sua attuale residenza La Piazzetta. Era tranquillo e contento. Pensando a Ferruccio mi tornano alla mente molti ricordi di gioventù trascorsi con lui: le tante partite di calcio e palla canestro sull’affollato campetto dell’Oratorio ma anche le funzioni religiose domenicali. Una volta al mese la S. Messa era alle 8 del mattino per ricevere la comunione a digiuno. Un sacrificio ben ricompensato da una croccante veneziana: già durante la messa sentivamo il profumo di quel dolce panino ricoperto di zucchero proveniente dalla vicina panetteria Marina che ci faceva trovare dei cestoni pieni».

    La passione per il cinema

    «L’ho conosciuto – prosegue Mario, altro suo amico – nell’abitazione di Via al Forte, dove risiedeva con il padre Plinio, la mamma Lina, il fratello Silvano e l’anziana nonna materna. Il padre, di professione panettiere, in età matura durante la consegna del pane cadde dal motorino battendo in malo modo il capo e decedendo sul colpo. Mentre il figlio Silvano, immediatamente avvertito del tragico fatto, si recava all’ospedale, toccò a me portare la triste notizia alla moglie, al figlio Ferruccio e all’anziana suocera. Non vi dico come è rimasta impressa nella mia mente quella mesta incombenza. Con Ferruccio era nata una viva simpatia e nei nostri incontri gli piaceva parlare del suo lavoro, dell’Oratorio, del cinema del quale, oltre che operatore, era diventato un esperto nello scegliere i film da proiettare a bambini e ragazzi».

    L’impegno per l’Oratorio

    Ferruccio all’Oratorio scoprì infattila sua passione per il cinema e il suo attaccamento a questo luogo è stata la missione della sua vita. Il gruppo che dirigeva si chiamava «Sezione Aspiranti». Ben presto anche all'interno della sezione arrivarono le prime ragazze, creando un gruppo misto ed eterogeneo. Nel corso degli anni il gruppo divenne sempre più grande e con l'impegno di molti giovani animatori raggiunse oltre 60 ragazzi e ragazze. Nonostante le trasformazioni del Quartiere Maghetti, Ferruccio ha sempre lottato per trovare e mantenere una sede appropriata per i giovani, come per il Cinema Iride (per alcuni anni accolto al Cinema Cittadella).

    Ricordi indelebili

    «Quando per la prima volta – ci dice Stefano – varcai la soglia dell'Oratorio (allora appariva ancora la scritta Oratorio Maschile), mi ritrovai all'interno di un salone pieno di bambini: le sedie erano in vimini ed io, intimorito e timido, mi misi seduto a seguire le attività che avevano preparato i ragazzi più grandi. Ferruccio ebbe immediatamente nei miei confronti una simpatia e un affetto sincero. Ognuno di noi ha un ricordo indelebile di quel periodo e ci sentiamo un po’ tutti figli suoi». La morte ha chiuso una vita di grandi sofferenze accettate e vissute con fede, mentre la riconoscenza per tutto il bene che ha fatto in terra, Ferruccio la troverà sicuramente lassù in Cielo, dove, sin da piccolo, ha rivolto le sue speranze e le sue preghiere.

    Federico Anzini

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