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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Vertice ecumenico svizzero approfondisce lo sguardo su di sé

    La Chiesa evangelica riformata della Svizzera (EKS) ha invitato la Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) a un ritiro il 22 e 23 novembre presso il luogo di ritiro di Kappel am Albis. L’incontro si è concentrato sulle opportunità e le sfide per le Chiese in una società sempre più secolare. Relatori di rilievo hanno introdotto temi attuali come la pastorale interconfessionale, il rapporto tra religione e Stato e l’ecumenismo. Nella tavola rotonda che è seguita, i membri del Consiglio dell’EKS e i vescovi hanno ribadito la loro volontà di affrontare insieme le sfide comuni.

    Il professor Reinhold Bernhardt della Facoltà di Teologia dell’Università di Basilea e la sig.a Annette Mayer-Gebhardt, addetta alla pastorale del mondo della salute nella Chiesa cattolica nel canton Vaud, hanno illustrato le sfide che la diversità religiosa presente nella società attuale pone alla pastorale cristiana e hanno delineato le soluzioni ecumeniche esistenti. I cappellani lavorano in un ambiente religioso vario e dinamico e forniscono sostegno spirituale a persone in diverse situazioni di vita, indipendentemente dalla loro origine o dal loro credo.

    Il movimento ecumenico è una realtà. A prescindere dalle differenze culturali, etniche e linguistiche, il messaggio cristiano è universale: l’amore per il prossimo e la solidarietà con chi è in difficoltà, in fuga o minacciato dai cambiamenti climatici ed economici. Un grande sostegno viene dato anche ai giovani, alle famiglie e agli anziani. In Svizzera, l’ecumenismo ha superato da tempo i confini dei riformati e dei cattolici. Con la crescente mescolanza della popolazione, aumenta anche la diversità delle comunità religiose cristiane. Le Chiese dovrebbero trarre ispirazione da questa diversità, hanno concluso il sacerdote cattolico Rolf Zumthurm e il suo collega riformato Serge Fornerod nelle loro rispettive presentazioni.

    Il rapporto tra le comunità religiose e lo Stato è organizzato secondo modelli diversi nei vari cantoni, ma ovunque serve alla pace religiosa, alla buona cooperazione e al coordinamento dell’impegno delle Chiese e comunità religiose per il bene della società nel suo complesso. Come organizzare questa cooperazione a livello nazionale rimane una questione da dirimere.

    In conclusione, il Consiglio dell’EKS e la CVS hanno ribadito la volontà di continuare a rafforzare la loro collaborazione su questioni importanti e di contribuire a dare forma al movimento ecumenico.

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