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    Vescovi svizzeri: via libera ad uno studio indipendente sugli abusi nella Chiesa

    Dopo la Conferenza episcopale tedesca (Dbk) e altri episcopati nel mondo, anche la Conferenza episcopale svizzera (Cvs) ha deciso di avviare un ampio studio storico sui casi di abuso sessuale nella Chiesa. Il progetto, affidato ad un gruppo di esperti indipendenti, dovrebbe prendere il via il prossimo autunno. Lo ha annunciato in un’intervista all’agenzia cattolica elvetica Kath.ch, Monsignor Joseph Bonnemain, Vescovo di Coira e da 19 anni nel Comitato di esperti della Cvs per gli abusi sessuali nel contesto ecclesiale. In questa qualità, il presule ha dato un contributo significativo alla creazione delle Direttive della Cvs e dell’Unione dei superiori religiosi maggiori della Svizzera nella lotta contro gli abusi, nonché all’istituzione della Commissione di Compensazione per il risarcimento delle vittime.

    Nell’intervista, Monsignor Bonnemain illustra i motivi che hanno spinto la Cvs a questa decisione, la sua tempistica e gli obiettivi dell’iniziativa. “Perché lo studio poggi su basi solide, devono essere create le condizioni appropriate. E siamo sulla strada giusta”, spiega. “Sono in corso le trattative per i contratti con gli esperti indipendenti. Occorreva prima convincere le diocesi, gli ordini religiosi, le altre comunità religiose e la Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (RKZ) a partecipare”. “Lo studio – sottolinea - ha senso solo se si mette tutto sul tavolo e se gli esperti possono lavorare in modo completamente indipendente”.

    Secondo monsignor Bonnemain, non ci si può accontentare di quanto finora fatto, che va ricordato, fa comunque della Cvs una delle conferenze episcopali più all'avanguardia nel mindo in fatto di direttive. “Non bastano il pentimento, la contrizione e il riconoscimento della colpa. Dobbiamo agire e continuare con determinazione a scoprire e prevenire”, afferma. In questa prospettiva va letta anche la decisione dell’ultima plenaria dei vescovi a Einsiedeln di prolungare di altri cinque anni lo speciale fondo per l’indennizzo delle vittime per i reati prescritti, la cui autonomia sarà ulteriormente rafforzata. A questo proposito monsignor Bonnemain non esclude che nei prossimi anni emergano nuovi casi risalenti anche a tanto tempo fa: “La maggior parte delle vittime impiega dai 30 ai 40 anni per manifestarsi. Quindi mi aspetto di vedere più vittime legate a casi prescritti”, afferma il vescovo di Coira.

    Vaticannews/red

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