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  • Il 23 novembre preghiera con il Papa per Sud Sudan e Congo

    Papa Francesco il 23 Novembre alle ore 17:30, nella Basilica di San Pietro, presiederà la “Preghiera per la Pace in Sud Sudan e Congo”. Il 18 gennaio, presso l'Università Urbaniana, si terrà inoltre una tavola rotonda incentrata sul tema “Costruiamo insieme la Pace in Sud Sudan e Congo”. Entrambi gli eventi sono stati presentati, stamani, nella sede della Radio Vaticana.

    Guerra in Sud Sudan

    Il Sud Sudan, diventato indipendente nel 2011, è il Paese più giovane del mondo. Dal 2013 è scosso da un lacerante conflitto alimentato da contrapposizioni politiche. Ad opporsi sono forze legate al presidente Salva Kiir e all’ex vicepresidente Riek Machar. Ad aggravare la situazione ci sono anche divisioni etniche. Il bilancio degli scontri è pesantissimo. Sono morte finora almeno 50 mila persone. Altre migliaia sono state costrette a lasciare le loro case. Si stima che più del 40 per cento dei circa 12 milioni di abitanti del Sud Sudan abbia problemi legati alla nutrizione. Padre Alex, sacerdote sud sudanese:

    "È una guerra politica, a causa del potere. Siamo un Paese nuovo. C'era speranza. Purtroppo però, i politici che sono al governo hanno iniziato a rubare tutto, soprattutto le ricchezze del Paese. Adesso in Sud Sudan ci sono due problemi: la guerra e il fatto che ci sono tanti rifugiati. A causa di questo conflitto, i rifugiati non possono coltivare. Se qualcuno va a coltivare nel suo campo, subito il governo dice che quella persona è un 'ribelle'. Secondo me il problema non è l’indipendenza. La gente non ha il rimorso di aver votato al referendum per la secessione. L’unico problema è che i nostri governanti purtroppo non sono capaci governare. E' questo il problema".

    Conflitto nella Repubblica Democratica Congo

    Nella Repubblica democratica del Congo gli scontri vedono contrapporsi l’esercito regolare e diversi gruppi di miliziani che agiscono in zone diverse del Paese. Uno dei fronti più caldi, al momento, è quello della regione centrale di Kasai. Si tratta di conflitti legati alle immense ricchezze presenti nel sottosuolo del Paese. Padre Rigobert Kyungu, gesuita della Repubblica democratica del Congo:

    "Da più di 20 anni c'è questa guerra, ancora non conclusa. E' una guerra per le risorse minerarie che ci sono nella Repubblica democratica del Congo. Il Paese è scandalosamente ricco: molte multinazionali vengono per sfruttare queste ricchezze. Nel Paese sono presenti molti gruppi armati, e si registrano morti ogni giorno. Finora parliamo di otto milioni di vittime. E noi siamo responsabili, perché queste multinazionali che sfruttano le ricchezze del Paese cercano e prendono qui il coltan. Si tratta di un minerale, presente nelle nostre macchine o nei nostri telefonini, che viene dal Congo. L’80 per cento di questo minerale è prodotto nel Congo. Tutti usiamo uno smartphone, ma non siamo consapevoli di questa nostra responsabilità. Ed è per questo che penso che dobbiamo essere consapevoli e coscienti di questa realtà".

    La pace in Sud Sudan e nella Repubblica democratica del Congo richiede sforzi adeguati soprattutto da parte della comunità internazionale. E' quanto sottolinea Michel Roy, segretario generale di Caritas internationalis:

    "C’è bisogno di risorse. E' necessaria un’azione per la pace. Sicuramente è necessaria un’azione sulle multinazionali, affinché siano più responsabili. Penso che la Santa Sede e il Papa stiano facendo la loro parte. Mancano le risorse. Siamo di fronte ad un’azione per la pace che non è abbastanza forte. Rimane la preghiera. Come abbiamo già pregato per la Siria alcuni anni fa, qui a Roma, in Piazza San Pietro, con Papa Francesco, di nuovo pregheremo giovedì 23 novembre. E allora, per favore, rendetelo noto, affinché siano presenti in tanti".

    Amedeo Lomonaco - RadioVaticana

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