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Dom 1 feb | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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    Abusi, il Papa scrive al popolo di Dio: "vergogna e pentimento" ma ora tolleranza zero

    “Con vergogna e pentimento, come comunità ecclesiale, ammettiamo che non abbiamo saputo stare dove dovevamo stare, che non abbiamo agito in tempo riconoscendo la dimensione e la gravità del danno che si stava causando in tante vite. Abbiamo trascurato e abbandonato i piccoli”, scrive Papa Francesco nella lettera al popolo di Dio sul tema degli abusi, pubblicata questa mattina sul sito della Sala stampa della Santa Sede.

    Facendo sue le parole sulla sporcizia nella Chiesa dell’allora cardinale Ratzinger durante la Via Crucis del Venerdì Santo 2005, il Pontefice sostiene che “tutte le membra soffrono insieme la dimensione e la grandezza degli avvenimenti esige di farsi carico di questo fatto in maniera globale e comunitaria”.

    Dalle omissioni del passato alla solidarietà di oggi “intesa nel suo significato più profondo ed esigente”: questa la strada indicata da Francesco. Una solidarietà che chiede di “denunciare tutto ciò che possa mettere in pericolo l’integrità di qualsiasi persona”. Prendendo atto dello sforzo e del lavoro “in diverse parti del mondo per garantire e realizzare le mediazioni necessarie, che diano sicurezza e proteggano l’integrità dei bambini e degli adulti in stato di vulnerabilità”, il Papa plaude alla diffusione della “tolleranza zero”.

    “Abbiamo tardato ad applicare queste azioni e sanzioni così necessarie" riconosce il Papa, ma si dice “fiducioso che esse aiuteranno a garantire una maggiore cultura della protezione nel presente e nel futuro”. Unitamente a questi sforzi, afferma Francesco, “è necessario che ciascun battezzato si senta coinvolto nella trasformazione ecclesiale e sociale di cui tanto abbiamo bisogno. Tale trasformazione esige la conversione personale e comunitaria”.

    Pertanto “invito tutto il santo Popolo fedele di Dio all’esercizio penitenziale della preghiera e del digiuno secondo il comando del Signore, che risveglia la nostra coscienza, la nostra solidarietà e il nostro impegno per una cultura della protezione e del ‘mai più’ verso ogni tipo e forma di abuso. E’ impossibile immaginare una conversione dell’agire ecclesiale senza la partecipazione attiva di tutte le componenti del Popolo di Dio”, perché tutto ciò che si fa “per sradicare la cultura dell’abuso dalle nostre comunità senza una partecipazione attiva di tutti i membri della Chiesa non riuscirà a generare le dinamiche necessarie per una sana ed effettiva trasformazione”.

    L’auspicio, infine, che digiuno e  preghiera “aprano le nostre orecchie al dolore silenzioso dei bambini, dei giovani e dei disabili. Digiuno che ci procuri fame e sete di giustizia e ci spinga a camminare nella verità appoggiando tutte le mediazioni giudiziarie che siano necessarie”. Digiuno che “ci porti a impegnarci nella verità e nella carità con tutti gli uomini di buona volontà e con la società in generale per lottare contro qualsiasi tipo di abuso sessuale, di potere e di coscienza”.

    Agenzie/red

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