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  • Loredana Müller tra le opere di Paris in esposizione

    Camorino: Ad "Areapangeart" una nuova mostra "per riflettere sulla sacralità della terra". Intervista a Loredana Müller

    Tre artisti e uno spazio espositivo che da nove anni a questa parte è diventata “casa” per loro e molti altri. E di fondo, la convinzione che l’arte sia “abitare la  soglia”: la soglia del trascendente, tra materia e spirito, in una sospensione benefica e ispiratrice. Nasce in questo contesto la nuova mostra allestita negli spazi di “Areapangeart” a Camorino, discreto ma incisivo centro culturale che anima la vita culturale del Sopraceneri grazie all’iniziativa di Loredana Müller e Gabriele Donadini. A loro, a loro volta artisti, si deve l’idea di riunire in un unico luogo le opere di Gianni Paris - degli oli su tela e piccole carte –  Gualtiero Mascanzoni - sculture in alabastro e  incisioni calcografiche - assieme a tele e tavole dipinte e alcuni libri di artista, tra poesia e incisione, di Müller stessa.

    "Compresenze"

    «Sia Paris che Mascanzoni sono artisti che ritengo abbiano un valore aggiunto per pregnanza di percorso e coerenza», ci spiega mentre percorriamo i locali espositivi Müller. «Il titolo dato all’intera esposizione - Compresenza – segno – colore – luce - vuole toccare il cuore delle cose, il fatto di una compresenza, entro lo stesso spazio, di diverse persone, artisti visivi, poeti, musicisti, ma anche il fatto che coloro che in un modo o  nell’altro sono stati significativi nella nostra vita sono sempre presenti. A Gianni Paris, mancato nel 2018 ho continuato nel tempo a dedicare mostre, spesso con i poeti Gilberto Isella e Antonio Rossi come in questo caso a curarne il vernissage. Così anche questa mostra vuole volutamente abbracciare questo passaggio, tra la vita e la morte, non per viverlo come una resa, ma appunto, come un momento di transito verso altro. Mi piace pensare che l’arte abbia a che fare con una serie di rituali e che quest’ultimi abbiano a loro volta in comune un fattore spirituale legato al mistero. Il fatto dell’accettare l'aspetto della morte, significativo per l’essere umano, è di fondamentale importanza. Si tratta di riconoscerlo e averne rispetto, così come si dovrebbe rispettare ogni forma di vita. Un tempo che, eterno, confluisce in noi e oltre noi».

    La sacralità della terra

    «In questi nove anni di attività si è iniziato a tracciare un percorso, a tirare un filo che si persegue  nei suoi temi. Una mostra in un modo o nell’altro si aggancia all’altra, a volte anche in contrappunto,  con le diversità tra poetiche e materiali delle tecniche proposte. Se l’ultima mostra era legata alla trasparenza e all’elemento dell’acqua, come fatto di vita e di depurazione, ora la riflessione si svolge attorno alla sacralità della terra, voce profonda che ci richiama ad averne rispetto. Le opere di Paris, proprio per la loro tonalità e corpo materico, sembrano dipinte con la terra. Una terra che possiamo continuare a contemplare nell'ecosistema;  a discapito di tutto quello che è avvenuto questa estate tra terra e acqua, con il maltempo. E forse anche per ricordarci che una rivoluzione per questa terra sarebbe necessaria, anche per gli assurdi conflitti che viviamo. Non c’è essere vivente o creatura  che non abbia la sua voce: magari bisognerebbe solo ascoltarsi un po’ di più e travalicarsi un po’ di meno. Temi e approcci attorno alle tecniche dei linguaggi delle arti,  si rincorrono ma sempre attorno alla volontà di considerarsi natura, memoria e cultura, tre dimensioni significative per un vero cambiamento nell’uomo».

    Gli incontri

    Notiamo che l’ambiente espositivo è suggestivo: la visione delle opere è accompagnata, di sottofondo, dal brano, eseguito a più voci, Lux aeterna del compositore rumeno-ungherese György Ligeti. Nella saletta al pian terreno, altrettanto raccolta, tre incontri nei prossimi mesi approfondiranno invece la riflessione, dopo la visita guidata alla mostra: il 7 ottobre la proiezione del documentario del regista Werner Weick, "Il viaggio di una vita Joan Halifax", dedicato alla figura dell’attivista statunitense, da anni impegnata per i diritti dell’ambiente e di cui il documentario racconta il viaggio interiore; l’11 novembre, su “Poesia e libri d'artista”, gli interventi dei poeti Dubravko Pušek e Antonio Rossi; il 25 novembre, “suoni e proiezioni” con la musicista Isabella Libra e un intervento poetico di Gilberto Isella.

    La mostra, aperta fino al 16 dicembre, può essere visitata ogni giorno dalle 9 alle 19, previo appuntamento telefonico.

    «Il mio auspicio per i visitatori è che ci sia per loro un momento di raccoglimento, tra terra, abisso e luce, secondo quella dinamica, quella danza che appartiene alla vita. L’opera d’arte, infatti, su questo ci dà la possibilità di vedere con altri occhi e in modo diverso. Vorrei che tale ricerca interiore fosse stimolata e generasse una lievità interiore».

    Per informazioni ulteriori, con le foto e il dossier di presentazione della mostra: areapangeart.ch. Ricordiamo che è necessario prenotarsi anticipatamente anche alle tre serate per numero esiguo di posti.

    Laura Quadri

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