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    Caso Jean Vanier e i fratelli Philippe: altri due corposi rapporti pubblicati in Francia

    Mentre l’operato del gesuita Marko Rupnik è in questi giorni al vaglio della Compagnia di Gesù, arriva dalla Francia un dossier pesante su altre tre personalità carismatiche del mondo cattolico, che molto hanno in comune nelle modalità degli abusi, con le accuse rivolte al gesuita di abusi su alcune suore.

    Jean Vanier, fondatore della comunità L’Arche, e i domenicani Thomas e Marie-Dominique Philippe, per decenni hanno infatti esercitato violenza su donne adulte, circuendole con teorie «mistico-erotiche» durante l’accompagnamento spirituale, proprio come Rupnik.

    Ritroviamo l’uso del carisma personale per ottenere favori sessuali, il controllo psicologico sulle “iniziate”, persino le modalità in cui si realizzavano gli abusi e il silenzio complice della Chiesa.

    Il 30 gennaio sono stati pubblicati in Francia due corposi rapporti sugli abusi e le derive settarie di tre personalità cattoliche molto note nel paese, e non solo. Il primo (900 pagine) riguarda Jean Vanier, fondatore dell’Arche, istituzione ecclesiale famosa in tutto il mondo per i centri in cui accoglie le persone con disabilità mentali e presente con più di 150 strutture in 38 diversi paesi, compresa la Svizzera, dove è conosciuta come “L’Arca”. Una commissione autonoma, voluta da l’Arche, ha consegnato il suo lavoro (cf. qui). Un’altra commissione voluta dai domenicani di Francia ha indagato sui comportamenti censurabili di due fratelli, ambedue domenicani, Thomas e Marie-Dominique Philippe. Il primo è co-fondatore con Vanier de l’Arche, il secondo ha avviato le diverse famiglie religiose della Comunità di san Giovanni (cf. qui). Si attende un terzo rapporto, in capo alla Comunità di san Giovanni.

    Le prime testimonianze nel 2014

    Ricordiamo che i rapporti giungono dopo che il Il 22 febbraio del 2020, la direzione della comunità L’Arche aveva già reso pubblica la conclusione di un’inchiesta secondo cui Vanier aveva abusato sessualmente di alcune donne. Il caso iniziò nel 2014, quando ai responsabili dell'istituzione arrivarono le prime testimonianze di abusi sessuali commessi da padre Thomas Philippe, morto nel 1993. Nel 2015 una prima indagine interna concluse che le accuse erano fondate: ci si chiese anche se Vanier ne fosse a conoscenza e se fosse a conoscenza della storia passata di Philippe. Nel 1952, infatti, Philippe era già stato accusato di abusi sessuali: il processo canonico a suo carico si concluse nel 1956 e il prete venne condannato al divieto di svolgere qualsiasi ministero, in forma privata o pubblica. In quell’occasione, Vanier disse di non essere a conoscenza dei comportamenti di Philippe.

    Nel 2016, poi, i dirigenti dell'Arche ricevettero la testimonianza di una donna che accusava direttamente Vanier. Lui non negò la relazione, ma disse che era stata «reciproca». Nel marzo del 2019, infine, a pochi mesi dalla morte di Vanier, L’Arche ricevette una testimonianza simile alla precedente e decise di avviare un’inchiesta indipendente. «Nel corso di questa indagine – si leggeva nel comunicato reso noto allora da L’Arche – sono state ricevute testimonianze sincere e concordanti relative al periodo 1970-2005 da sei donne adulte non disabili, che indicano che Jean Vanier ha avuto rapporti sessuali con loro, generalmente nell’ambito di un accompagnamento spirituale».

    Leggi l'approfondimento a cura di Settimana News.

    Settimana News/red

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