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Ven 30 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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    Cattolici-luterani: card. Koch, “riconciliazione tra unità e diversità”

    “Sono convinto che il problema fondamentale dell’ecumenismo sia lo stesso che abbiamo come uomini nella nostra vita personale e in quella sociale e politica, ossia come riconciliare le diversità. Mostrare la riconciliazione tra unità e diversità sarebbe un grande segno anche per la società e la politica”. Ad affermarlo è il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, a margine del Dies Academicus in corso alla Pontificia Università Gregoriana.

    Quest’anno, in cui ricorre il 500° della Riforma, la lectio magistralis per l’inaugurazione dell’anno accademico 2016–2017 è stata affidata eccezionalmente a due relatori: al card. Koch e a Karl-Hinrich Manzke, vescovo della Chiesa evangelica luterana di Schaumburg-Lippe e responsabile per le relazioni tra luterani e cattolici in Germania. Al termine della sua lectio, rispondendo alle domande dei partecipanti, Koch ha riconosciuto: “Questa formula dell’unità nella diversità riconciliata deve forse essere approfondita, ma è chiaro che dobbiamo ritrovare l’unità non nella dottrina ma nella fede”.

    Da quale concetto di verità partire oggi, epoca delle post-verità e del pensiero debole? “L’ecumenismo – risponde Koch – non può rinunciare al concetto di verità, ma non una verità che abbiamo scoperto noi, bensì una verità rivelata verso la quale dobbiamo testimoniare un’obbedienza comune”. Il metodo del dialogo ecumenico, prosegue, “non è trovare ostacoli e problemi, ma valorizzare i doni. Ogni chiesa non è così ricca da non poter essere arricchita da altre, né così povera da non poter dare alcun contributo all’ecumenismo”. Tuttavia, conclude, il presupposto fondamentale è che “noi uomini non possiamo fare unità. Noi uomini possiamo fare divisione, l’unità è un dono dello Spirito Santo. Per questo il movimento ecumenico è anzitutto un movimento di preghiera e deve rimanere tale se vuole essere sano e santo”.

    (Sir)

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