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  • COMMENTO

    Cristiani in Europa: la Charta Oecumenica rinnovata è un "passo storico"

    di Gino Driussi

    È stato sicuramente uno degli eventi ecumenici più importanti di quest’anno, da molti definito «un passo storico, una pietra miliare verso l’unità dei cristiani in Europa». Ci riferiamo alla firma, lo scorso 5 novembre nel suggestivo complesso abbaziale delle Tre Fontane a Roma, della versione aggiornata della «Charta Oecumenica» europea.

    Davanti a una cinquantina di delegati delle varie Chiese, il testo è stato firmato ufficialmente dall’arcivescovo ortodosso Nikita di Thyateira e Gran Bretagna e dall’arcivescovo di Vilnius (Lituania) Gintaras Grusas, quali presidenti rispettivamente della Conferenza delle Chiese europee (KEK, che raggruppa le Chiese anglicane, ortodosse, protestanti, e vetero-cattoliche) e del Consiglio delle Conferenze episcopali cattoliche d’Europa (CCEE), cioè i due organismi che hanno ideato e promosso il documento. La firma avrebbe dovuto svolgersi lo scorso 27 aprile a Vilnius, ma venne rinviata in seguito alla morte di papa Francesco.

    Sottoscritta originariamente nel 2001 a Strasburgo, la «Charta Oecumenica» rappresenta un documento fondamentale per la cooperazione tra le Chiese europee. La nuova versione, frutto di un lavoro di revisione avviato nel 2022 da un gruppo congiunto KEK-CCEE e che ha direttamente coinvolto Chiese, organizzazioni ecumeniche, comunità e singole persone, contiene le linee guida per rinnovare l’impegno per l’unità, la pace, il dialogo e l’azione comune e rispondere adeguatamente alle sfide del nostro tempo. 

    Quattro capitoli

    Il nuovo testo, notevolmente ampliato rispetto al precedente, si divide in quattro capitoli (suddivisi in 14 paragrafi). Il primo è dedicato al tema «Crediamo nella Chiesa una, santa, cattolica e apostolica» e richiama all’unità nella fede. Il secondo ha per titolo «In cammino verso l’unità visibile delle Chiese» e invita i cristiani di tutte le Chiese ad ascoltare la Parola di Dio, a pregare insieme, a muoversi gli uni verso gli altri, a testimoniare insieme, a proseguire nel dialogo, ad agire insieme e anche a dare spazio ai giovani nelle Chiese e nell’ecumenismo. Il terzo capitolo affronta i diversi «Ambiti di incontro in Europa», esortando le Chiese a partecipare alla costruzione del Vecchio Continente in un mondo che cambia, a rafforzare le relazioni con gli ebrei e l’ebraismo, con i musulmani e l’Islam e ad interagire con altre religioni e visioni del mondo. Infine, nel quarto capitolo vengono indicati i diversi  2Ambiti di responsabilità e di impegno in Europa»: pace, riconciliazione, salvaguardia del creato, migranti, rifugiati, sfollati e nuove tecnologie. 

    Il saluto del Papa

    Durante il loro soggiorno a Roma, i delegati della KEK e del CCEE sono stati ricevuti da papa Leone XIV. Nel suo saluto, il pontefice ha sottolineato l’urgenza di «promuovere dialogo, concordia e fraternità in mezzo al frastuono della violenza e della guerra» e ha ricordato il viaggio apostolico che a fine novembre lo condurrà tra l’altro in Turchia, nei luoghi del primo Concilio ecumenico, quello di Nicea, di cui ricorre quest’anno il 1700.mo anniversario e dove incontrerà e pregherà con i capi delle Chiese e i responsabili delle Comunioni cristiane.

    Questo il link per scaricare il testo completo della «Charta Oecumenica» (per il momento solo in inglese): https://www.ccee.eu/wp-content/uploads/sites/2/2025/11/Charta-oecumenica-PDF-con-guideline-A4-final2.pdf.

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