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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Il vescovo di Lugano Valerio Lazzeri

    «C'è un legame tra il vivere la missione ed esercitarsi nella comunione»

    L’ultimo è stato il parroco di Vacallo, protagonista di un’altra notte brava interrotta dalla polizia. Prima di lui c’è stato chi ha dilapidato patrimoni non suoi, chi ha abusato di una «pupilla», chi ha violentato una ragazza con problemi psichici. Il malessere tra i sacerdoti è evidente, come d’altronde riconosce anche il vescovo di Lugano, monsignor Valerio Lazzeri, nell'intervista rilasciata al CdT.

    Monsignore, a suo modo di vedere esiste un problema di solitudine dei sacerdoti?
    «Credo che valga anzitutto la pena osservare che esiste una solitudine che appartiene in maniera strutturale al cuore umano. Nessuna persona raggiunge la maturità senza fare i conti con tale dimensione profonda, che niente e nessuno può raggiungere dall’esterno. È solo imparando ad abitare questa solitudine che si possono stabilire relazioni vere e significative con gli altri. Questo oggi è ancora più necessario per un prete, chiamato da celibe ad annunciare il Vangelo e a svolgere un servizio di comunione nell’ambito della comunità. Il punto è che spesso, per chi ha un ruolo istituzionale, non è semplice coltivare rapporti a questo livello. Una certa sfiducia verso ciò che viene proposto da fuori e un diffuso scoraggiamento di fronte ai grandi cambiamenti in atto nella Chiesa e nella società spingono molti a trascurare le occasioni di confronto e di condivisione. I presbiteri, come tutti, respirano l’aria di questo nostro tempo di confusione e di frammentazione. La loro vita, inoltre, è esposta agli occhi di tutti e questo non aiuta ad aprirsi senza timore di essere giudicati, a chiedere aiuto e a lasciarsi aiutare».

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