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  • Collaborazione tra cattolici e protestanti in Germania. Dialogo sui banchi di scuola

    L’ecumenismo si impara anche sui banchi di scuola. Accade in Germania dove l’episcopato cattolico ha da poco pubblicato un documento nel quale si auspica una più stretta collaborazione con la comunità protestante nella realizzazione dei programmi per l’insegnamento scolastico della religione. Un modo anche per garantire concretamente l’ora di religione a tutti gli allievi delle scuole primarie e secondarie pubbliche che ne fanno richiesta. «La cooperazione è assai importante per il futuro dei corsi di religione», ha dichiarato l’arcivescovo di Paderborn, Hans-Josef Becker, presidente della Commissione educazione e scuola della Conferenza episcopale tedesca, il quale chiarisce che «è fondamentale che questa cooperazione non sia soltanto organizzativa ma anche pedagogica».

    Nei fatti, questo implica il raggruppamento degli allievi cattolici e protestanti ma anche di quelli non appartenenti ad alcuna religione, per assicurare la presenza di corsi là dove l’esiguo numero di iscritti rende difficile la formazione di classi distinte, cattoliche e protestanti. «Il numero di allievi dei corsi di religione è in forte ribasso», spiega Maria Jakobs, direttrice dell’Istituto di pedagogia religiosa nella diocesi di Freiburg im Breisgau, per la quale «da un lato, questo si spiega con i cambiamenti demografici, dall’altro con il fatto che sempre meno bambini sono battezzati. Inoltre ci sono anche altre materie, come l’etica e la filosofia, interessate dalle stesse questioni dei corsi di religione cattolica». Parallelamente, come riferisce il sito Riforma.it, aumenta il numero di studenti musulmani e senza appartenenza religiosa e alcuni di essi partecipano ai corsi di religione, modificandone l’omogeneità iniziale. È il caso del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Länder nel nord del paese, dove, secondo le cifre della comunità evangelica, il 50 per cento degli studenti partecipa ai corsi di religione protestante anche se meno del 16 per cento della popolazione locale fa capo a questa comunità ecclesiale. In questo senso, 163 accademici hanno auspicato che la cooperazione non si limiti alle due confessioni cristiane ma si estenda alle altre religioni, come l’ebraismo e l’islam, perché, viene spiegato, «una società pluralista ha bisogno di persone che sappiano giudicare le religioni con buonsenso e che siano pronte al dialogo».

    ll documento dell’episcopato cattolico — intitolato «Il futuro dell’educazione religiosa confessionale. Raccomandazioni per la cooperazione dell’istruzione religiosa cattolica con quella protestante» — affronta dunque il nuovo scenario del posizionamento nella società tedesca dell’insegnamento religioso nelle scuole. Negli intenti c’è però soprattutto la necessità di inserire l’insegnamento in una dimensione ecumenica poiché, è spiegato nella presentazione del documento, «l’educazione religiosa confessionale punta al trasferimento di conoscenze e competenze nel trattare con la fede cristiana e le altre religioni, per sviluppare la capacità di orientamento religioso nella vita personale e sociale». Anche perché, aggiunge l’arcivescovo di Paderborn, un insegnamento «della religione cattolica in uno spirito ecumenico è sempre aperto alla cooperazione con l’istruzione religiosa protestante».

    (Osservatore Romano)

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