Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • Commento al Vangelo di domenica 5 ottobre

    Calendario romano

    Un orto per raccontare la fede

    di Dante Balbo*

    Il nostro Dio è nei dettagli, nelle piccole cose, impastato nella vita di ogni giorno, perché ha scelto di stare con noi, di vivere nel fumo di un focolare, nell'odore di aglio e spezie, nel vociare dei ragazzi che si inseguono fra le case. Avrà visto la sua mamma mentre sceglieva la senape per condire l'agnello, meravigliandosi dei semi così piccoli. Maria guardando fuori dalla finestra gli avrà detto: «Pensa che da un semino come questo, nasce un albero che supera il nostro tetto e fa ombra a Giuseppe quando si riposa!». Spesso nel Vangelo ci sono esempi tratti dalla vita di ogni giorno, dai gesti delle persone, dai lavori conosciuti. La fede, anche quando è piccola come un granello di senape, è sufficiente a Dio per accoglierci e prenderci con sé, nel suo disegno, nel sogno che ha per noi, perché diventiamo il prodigio meraviglioso che da sempre ha voluto. C'è solo un piccolo passo da fare, difficile perché comporta una scelta importante: continuare a lottare con le nostre forze, oppure arrenderci a Dio e lasciare che guidi questa stessa energia per navigare con il vento dello Spirito in poppa. È una regola di vita che ci accompagna sempre. Possiamo accogliere la realtà e trasformarla in una opportunità, oppure ostinarci nel rifiutarla ed essere infelici. Pochi giorni fa ho partecipato alla presentazione di un libro da parte di un uomo che ha perso la vista a 16 anni e mezzo, in un incidente in moto. Avrebbe potuto vivere lamentandosi. Invece ha fatto un corso di fisioterapia e contemporaneamente ha creato una agenzia di management per artisti, con un notevole successo. Non ha molta importanza che sia riuscito, ma il fatto che si è arreso alla vita, ha scelto di trarne tutte le opportunità che poteva offrirgli. Se questo vale per le cose terrene, per la nostra psicologia, tanto più è vero per la nostra relazione con Dio, che non vede l'ora che ci fidiamo di Lui, anche se con un granello di fede. Nel nostro orto cresceranno alberi di comunione, dove molti potranno trovare ristoro. *Il Respiro spirituale di Caritas Ticino

    Calendario ambrosiano

    L’accoglienza evangelica, contro ogni esclusione

    di don Giuseppe Grampa

    Accoglienza, ospitalità sono le parole chiave di questa domenica. Ma perché accogliere? La prima ragione dell’accoglienza nei confronti di ogni essere umano è il suo essere creato a immagine di Dio Creatore. Per questo nessun potere può disporre dell’uomo, perché nessuno può disporre di Dio. Accogliere l’uomo vuol dire accogliere Dio stesso.

    Facciamo un secondo passo: siamo chiamati ad accogliere ogni uomo perché questo è stato l’agire di Gesù, accogliente soprattutto nei confronti dei «diversi», dei «lontani» degli «emarginati».

    Emblematico il rapporto di Gesù con i Samaritani. Proprio in questa comunità «bastarda e infedele» agli occhi degli Ebrei del tempo, Gesù sceglie i modelli esemplari dei veri discepoli. Basterà ricordare che quando Gesù vorrà darci un esempio di autentico amore sceglierà proprio un Samaritano, il buon Samaritano. C’è in questa scelta da parte di Gesù un chiaro intento polemico: presentare come vero discepolo appunto uno straniero, un diverso, un escluso, vuol dire colpire alla radice il pregiudizio che non riconosce a ogni uomo uguale dignità. Dovrebbero bastare questi rapidi cenni ricavati dalla nostra fede per sconfiggere troppi atteggiamenti di ostilità, diffidenza, chiusura che impediscono l’accoglienza. Ma l’accoglienza è raccomandata anche da ragioni di convenienza per i nostri Paesi segnati da forte invecchiamento e che dagli immigrati ricavano significativi vantaggi. Dobbiamo a questi lavoratori non solo un trattamento salariale rispettoso della legalità, ma anche dobbiamo loro riconoscenza e rispetto. Le doverose esigenze di sicurezza non devono alimentare chiusure ed esclusioni. Una opinione pubblica che non abbia del tutto dimenticato le sue radici cristiane non potrà accettare logiche di chiusura ed esclusione. È triste constatare come duemila anni di cristianesimo sembrano non aver intaccato paure e diffidenze nei confronti dell’altro. Lasciamoci tutti giudicare dall’Evangelo.

    News correlate

    Domenica 25 gennaio 2026: i commenti al Vangelo della liturgia romana e ambrosiana

    Nella Festa della Sacra Famiglia, celebrata dalla liturgia ambrosiana, don Giuseppe Grampa ci ricorda l'importanza di una fede trasmessa e custodita di generazione in generazione, esprimendo gratitudine ai genitori, figure fondamentali nella crescita umana dei figli. Il commento al Vangelo per la liturgia romana è invece a cura di Dante Balbo.

    I commenti al Vangelo di domenica 11 gennaio

    L’attesa e l’umiltà del Battesimo di Gesù rivelano un Dio che si manifesta condividendo la condizione umana. Nell’acqua del Giordano i cieli si aprono: nasce un cammino nuovo, in cui l’uomo, affidandosi a Dio, scopre di essere figlio amato e rigenerato dallo Spirito. Le riflessioni di Dante Balbo e don Giuseppe Grampa.

    28 dicembre 2025. Commenti al Vangelo

    La fuga in Egitto e la persecuzione di Erode è il tema dei Vangeli di questa settimana, commentati per catt.ch e Catholica da Dante Balbo (calendario romano) e da don Giuseppe Grampa (calendario ambrosiano).

    I commenti al Vangelo di domenica 21 dicembre

    Riflessioni verso il Natale: Dante Balbo vede in Giuseppe il passaggio dalla nostalgia all'attesa di un evento che segna la storia. Don Giuseppe Grampa legge nel "sì" di Maria una fede umana, fatta di dubbi e libertà. Entrambi invitano a un’accoglienza consapevole, trasformando il tempo in speranza e stupore.

    I commenti al Vangelo di domenica 7 dicembre

    Le riflessioni di Dante Balbo per il calendario romano (II Domenica di Avvento) e don Giuseppe Grampa per il Vangelo del calendario ambrosiano (IV Domenica di Avvento).

    I commenti al Vangelo di domenica 30 novembre

    Riflessione sull’Avvento come tempo di attesa e rinnovamento: il tempo scorre irregolare, ma Dio si manifesta negli incontri e nella misericordia. Giovanni Battista e Gesù mostrano un Dio che salva attraverso la vita, la speranza e la liberazione dell’uomo.

    News più lette