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    Conflitto ucraino: il punto sulle iniziative della diplomazia papale

    La posizione del Papa e del Vaticano sulla guerra in Ucraina è chiara sin dall’inizio del conflitto: la guerra è da ripudiare, le vittime da sostenere. La domanda che però ha diviso il mondo cattolico è l’invio o meno di armi all’Ucraina. Se da un lato il Santo Padre ha sempre criticato l’industria bellica, dall’altra la diplomazia vaticana ha fin da subito difeso gli aiuti militari occidentali a Kiev. Francesco e il suo «staff diplomatico» hanno cercato dal 24 febbraio 2022 di instaurare un canale di dialogo sia con gli ucraini che con i russi. Il Vaticano si offre come territorio neutro tra i due Stati in guerra per facilitare il negoziato, chiedendo di evitare l’escalation militare, fermare i combattimenti e aprire una trattativa. Per questo motivo il Papa non si è mai sbilanciato in modo eloquente per uno o l’altra parte politica: un comportamento che soprattutto da parte ucraina è stato molto criticato, in quanto in questo modo sembra mettere sullo stesso piano l’aggressore e l’aggredito. Da parte russa è noto che Putin non abbia risposto alle telefonate del Santo Padre e che per questo motivo il Papa si sia recato direttamente all’ambasciata russa presso la Santa Sede. Ora, dopo tre mesi di guerra, le due parti stanno cercando un mediatore per un eventuale dialogo: un ruolo che potrebbe essere ricoperto dal Vaticano, non essendo interessato a vantaggi economici o geopolitici. Ricoprire un’autorità morale cristiana riconosciuta a livello mondiale, lascia spazio al Papa per essere considerato un mediatore. Inoltre, è risaputo che il patriarca ortodosso Kirill, che dal punto di vista internazionale sembra essere sempre più isolato, ci tenga ad avere buoni rapporti con il Santo Padre. Se dunque Kirill darà un parere favorevole alla mediazione vaticana, probabilmente lo farà anche Putin. A quel punto sarà interessante capire cosa farà la parte ucraina. Il presisdente Zelensky considera il Pontefice una voce internazionale importante, ma il popolo come detto è più critico nei confronti di Francesco. Zelensky dovrà dunque decidere se ascoltare la sua gente oppure accettare un eventuale tavolo di negoziato organizzato dalla Santa Sede. La strada verso la pace è tutta in salita.

    Mario Galgano, redattore di vaticanmedia

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