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  • Lavoratrici dell'atelier di sartoria in Madagascar

    Dal Ticino nuove opportunità in Madagascar

    Un’idea che viene dal cuore e che vuole prima di tutto essere un messaggio d’amore «in un mondo che spesso gira al contrario», ci dice la persona che ha dato il via a questa iniziativa e che si definisce ispiratore del bene. Era qualcosa che aveva dentro da un po’ e che oggi si è concretizzata nel rilancio del marchio svizzero Firstheart. Dà l’opportunità ad un atelier-cooperativa di Fianarantsoa, in Madagascar, di affacciarsi al mercato europeo con capi d’abbigliamento che vengono progettati in Ticino e realizzati nel paese malgascio.

    «Non si tratta solo di vestiti, ma dietro ad essi c’è l’idea di un mondo migliore», sottolinea la stilista Samy Jc, che ha aderito al progetto perché condivide il messaggio veicolato da questa iniziativa. «È un forma di riscatto per delle realtà più sfortunate, a cui viene data la possibilità di crescere ed emergere». Gli abiti, semplici e di base, vengono pensati e disegnati in Ticino. I cartamodelli vengono poi inviati in Madagascar per essere confezionati dalla novantina fra sarte e cucitrici della cooperativa, provenienti da una realtà povera, che grazie al lavoro nell’atelier possono sostenere le loro famiglie. «Siamo costantemente in contatto con Fianarantsoa e abbiamo potuto costatare i progressi nel lavoro della cooperativa», evidenzia la stilista.

    Il primo capo prodotto è stato una T-Shirt, che contiene in sé il messaggio veicolato dal marchio. «Dei fori sul tessuto lasciano impresso sulla pelle, attraverso l’abbronzatura solare, la forma del numero (first) e in altra versione quella del cuore (heart) », ci dice. Come a dire, un amore che lascia il segno. Ora stanno per essere presentate delle nuove collezioni primavera/estate e autunno/inverno con una cinquantina di capi di base quali maglie con maniche di varie lunghezze e in vari stili, felpe, pantaloni, e per occasioni speciali. «Adeguiamo le proposte seguendo il più possibile il trend del momento», evidenzia la stilista.

    «Il miracolo più grande è che le operaie in Madagascar, che non sono probabilmente mai entrate in un negozio di abbigliamento, realizzano capi che non hanno mai visto e li fanno bene. Siamo veramente contenti del lavoro che svolgono e di come hanno concretizzato le nostre idee attraverso una produzione handmade sostenibile. Il nostro sogno d’amore è diventato anche il loro», sottolineano i promotori.

    L’iniziativa si rivolge al momento principalmente ai privati e a negozi multimarca. La vendita avviene online e attraverso uno showroom, ma l’intenzione è quella di farsi conoscere su più vasta scala. Oltre alle proposte in catalogo, è possibile anche richiedere prodotti personalizzati.

    Info: www.firstheart.ch

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