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  • ‘Dalle lande’: il nuovo libro della più giovane scrittrice cristiana del Pakistan

    Lahore (AsiaNews) – “By the Moors” (Dalle lande) è il nuovo libro di Anee Muskan, 18 anni, la più giovane scrittrice cristiana del Pakistan. Proviene da Stuntzabad, un villaggio cristiano nel Punjab meridionale e nel 2002 si è trasferita con i genitori a Lahore. Scrive da quando ha 12 anni e, nonostante la giovane età, ha un’inesauribile “sete di libri” che l’ha portata a leggere più di 200 romanzi.

    Il libro “By the Moors” offre una prospettiva della sua interiorità. Si tratta di una raccolta di storie e poesie. Anee è orgogliosa di essere cristiana. È la figlia minore di Ataurehman Saman, scrittore, attivista per i diritti umani e coordinatore delle pubblicazioni della Commissione nazionale Giustizia e pace [della Conferenza episcopale pakistana, ndr]. Di seguito l’intervista che la giovane ha rilasciato ad AsiaNews, in occasione della presentazione del libro.

    Perché il suo libro è intitolato “By the Moors”? Che cosa significa?

    Il nome è tratto da una delle mie poesie, tra le più sbalorditive che abbia mai scritto. Letteralmente significa “dalla terra arida, sterile, brulla”. E descrive il mio libro nel modo migliore. Sono arrivata a questo punto della mia vita sorvolando terre differenti. Le terre aride non sono un grande problema, ma da adolescente ogni piccolo peso sulle spalle può diventare un fardello opprimente. È persino quel fardello con cui ci si sveglia al mattino.

    Mi parli del suo libro. Quando ha iniziato a scriverlo?

    Ad essere onesta, “Dalle lande” è più che altro una forma definita dei miei pensieri. Avevo 14 anni quando ho iniziato a scrivere. Ci sono parti che riguardano aspetti infantili, come vari tipi di zuppe. Ma nel complesso, vuole essere una sorta di intrattenimento. Nel libro parlo anche di come ho iniziato a scrivere. E bisogna dire che mio padre mi ha spinto molto a scrivere.

    Ho sentito che ama leggere. Come definirebbe questa passione?

    Ho un’insaziabile sete di libri e negli ultimi anni sono diventata una “drogata di libri” (“book addict”). Credo che la differenza tra un drogato di libri e una persona che legge, sia la stessa che [intercorre] tra uno che beve e un alcolizzato. Uno beve semplicemente, l’altro ha bisogno di bere tutto il giorno.

    Ha in cantiere altri libri?

    Sì, ho già raccolto tante idee nella mia mente per il secondo libro. L’unica cosa da fare è organizzare il lavoro ed esprimerlo in maniera corretta.

    Quale aspetto del libro le piace di più?

    Di solito mi piacevano le creature mostruose. Ora invece adoro l’ultima poesia che ho aggiunto al libro, dal titolo “Voglio essere il tuo Davide”. È la cosa più preziosa che io abbia mai scritto. Ho impiegato tanto tempo a raccogliere le idee e le cose che sapevo sul Re Davide.

    Che ruolo ha avuto la sua famiglia in questo libro?

    Devo tutto a Dio e alla mia famiglia. La mia famiglia è proprio una delle ragioni per cui sono in grado di scrivere. Mia sorella è stata la musa di tante poesie. Mio padre e mia madre sono le persone da cui proviene il mio talento. Mio fratello era abituato a scrivere poesie e io lo invidiavo così tanto che ho iniziato a comporre poemi, ma ancora non sono al suo livello.

    Essendo figlia di un autore, qualcuno potrebbe dire che è già tutto nel sangue e nella sua eredità, per cui non ha dovuto impegnarsi. Cosa direbbe a riguardo?

    Amo essere associata a mio padre perché egli è uno scrittore straordinario e io non potrò mai scrivere bene come lui. Sinceramente ho ereditato l’interesse per la scrittura. E per grazia dell’Altissimo e con l’aiuto di mio padre, ho [avuto la possibilità di] leggere molto per far prosperare il mio talento. Lotto ancora per far uscire il meglio. Ma sbagliano coloro che pensano che io un giorno mi sia svegliata e abbia iniziato a scrivere. Ho investito tanto tempo nel mio talento e lo faccio tuttora.

    Lei è tra le più giovani scrittrici cristiane. Come si sente?

    Devo essere sincera: la parola “scrittrice” ancora mi fa saltare il cuore. E per me è un onore essere tra le più giovani scrittrici cristiane. È entusiasmante essere riconosciuta come tale.

    Quale consiglio vuole dare agli altri scrittori della società?

    È triste ammettere che giovani scrittori come me non hanno molti palcoscenici per progredire o rafforzare [la vena creativa]. Non abbiamo molti modi per promuovere gli scrittori, come le conferenza. Ma allo stesso tempo vorrei incoraggiare tutti i giovani autori a continuare a scrivere, perché non si può mai sapere cosa riserva il futuro. Una piccola frase oggi, potrà aiutarti molto domani. Raggruppare le idee è la cosa più difficile da fare e avviene solo con la costante pratica della scrittura. Così come allenarsi sodo aiuta a formare i muscoli, allo stesso modo leggere e scrivere aiuta a diventare uno scrittore migliore.

    Shafique Khokhar - AsiaNews

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