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  • Il frontespizio del quotidiano La Regione

    Dopo l'articolo de La Regione sul prete sotto indagine: la Curia di Lugano ribadisce "il dolore per l'intera vicenda" rinviando al lavoro della Magistratura

    La Curia di Lugano rimanda alla Magistratura dopo che un articolo del quotidiano ticinese la Regione, uscito il 18 settembre 2024, sostiene che le presunte molestie sessuali di cui è accusato un prete ticinese attualmente sotto indagine, sarebbero state note già dal 2021 all'allora vescovo di Lugano Valerio Lazzeri. È quanto sostiene la Regione, citando fonti proprie. Secondo questo quotidiano, il giovane che ha denunciato nel 2024 prima all'amministratore apostolico vescovo Alain de Raemy e poi al Ministero pubblico il prete in questione, avrebbe informato già nel 2021 l'allora vescovo Valerio Lazzeri di comportamenti inadeguati del sacerdote. Il prelato, ricordiamo, è accusato di coazione sessuale, pornografia e atti sessuali con fanciulli, persone incapaci di discernimento o inette a resistere. Da qui il comunicato successivo della Curia vescovile di Lugano.

    "La Curia vescovile ha ricevuto alcune richieste di chiarimento a seguito dell’articolo pubblicato da La Regione. Come già comunicato, non è possibile, data l’indagine in corso, che la Curia o il Vescovo emerito mons. Valerio Lazzeri rilascino dichiarazioni. Fin da principio siamo confidenti che il lavoro della magistratura porterà gli elementi necessari per chiarire l’intera vicenda, che ci addolora profondamente. La Diocesi rimane per il resto a disposizione della Magistratura per ogni chiarimento" si legge in un comunicato della Curia vescovile di Lugano inviato ai media nella serata del 18 settembre 2024.

    Red

    Rinviamo al Cdt per la sintesi della giornata

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