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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • È Beato padre Emilio Moscoso, primo martire ecuadoriano

    Spesso nell’affrontare grandi figure come quelle dei martiri si

    comincia per così dire dalla fine: se ne racconta, cioè, l’uccisione in

    odio alla fede che li ha proiettati in cima alla scalata verso la

    santità. Ma per comprendere davvero meglio l’estremo sacrificio di

    sangue che hanno compiuto, si dovrebbe forse partire dall’inizio, da

    dove la loro fede è maturata e cresciuta, dalla famiglia e dalla

    vocazione che è appunto, per tutti noi cristiani, quella a essere Santi.

    Emilio Moscoso, ad esempio, nasce in una famiglia molto

    religiosa e molto numerosa: i figli sono ben 9 e oltre a lui quattro

    sorelle seguiranno la chiamata del Signore e si consacreranno suore.

    La chiamata alla vita religiosa è chiamata alla vita

    Ha una grande devozione, Emilio, per la Vergine Maria che prega con la recita del Rosario, e per Gesù che adora quotidianamente nel Santissimo Sacramento, ma ugualmente all’inizio invece di seguire la sua vocazione studia legge all’università. Entrerà poi nella Compagnia di Gesù a Cuenca, farà la prima professione di fede a vent’anni, studierà in Francia e diventerà, infine, sacerdote a 30. Viene inviato in Perù, poi perfino in Spagna per tornare, infine, nel suo Paese natale: dal 1889 è nel collegio di San Filippo a Riobamba, dapprima come insegnante e poi come rettore.

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