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Ven 30 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Nel 2024, Suor Roberta Asnaghi celebra il 60° di professione religiosa.

    I 60 anni del Concilio. «Entusiasmo e timore, accoglienza e difesa», sentimenti di un evento che segnò la storia

    di Suor Roberta Asnaghi*
    11 ottobre 1962 apertura del Concilio Vaticano II: non ho ricordi di una particolare partecipazione a questo grande evento. Ero molto giovane e, pur partecipando alla vita della Parrocchia e all’Azione Cattolica, non ho presente di aver vissuto incontri, proposte o informazioni al riguardo. Ho nella mente le immagini televisive della celebrazione di apertura, che hanno mostrato e fatto intuire l’eccezionale avvenimento, sia a livello ecclesiale che a quello mondiale. Ho invece vissuto il grande respiro e i fermenti di novità del dopo Concilio. Ricordo le diverse posizioni di tutti, preti, consacrati e laici, circa gli stimoli, le provocazioni che i diversi documenti, emanati alla conclusione, hanno suscitato. Il pressante invito al rinnovamento della vita cristiana ed ecclesiale ha provocato entusiasmo e timore, accoglienza e difesa, apprezzamento e critiche. Ricordo in particolare il rinnovamento della vita liturgica, a partire dalla Costituzione Sacrosanctum Concilium, che ha portato una più concreta partecipazione dell’assemblea, grazie anche alla comprensione dei testi liturgici e alla maggiore comprensione del significato della celebrazione stessa. Ha invitato a fare propria la celebrazione della Liturgia delle Ore, nelle comunità parrocchiali e in quelle religiose, e a predisporre una preparazione per una rinnovata consapevolezza di partecipare alla preghiera della Chiesa, esserne voce incessante di lode, invocazione, ringraziamento, pentimento, lamentazione, per il mondo.
    La Costituzione Dei Verbum ha portato nella mia vita personale e della comunità una frequentazione più assidua e diretta della Parola di Dio, il desiderio di approfondirne la conoscenza, l’accoglienza del metodo della Lectio Divina e l’esperienza della condivisione nella comunità. Non è sempre stato facile e semplice passare dal momento di preghiera personale sulla Parola all’offrire, come dono alle sorelle, quanto di significativo la Parola stessa ha suscitato a vantaggio del cammino comune.
    Infine il Decreto Perfectae Caritatis ha avviato negli Istituti e nelle Congregazioni un ritorno alle proprie Origini, ai documenti di fondazione e alle figure dei propri fondatori, alla revisione e all’aggiornamento delle proprie Costituzioni. Una necessità per incarnare, in un tempo diverso e nel contesto specifico, gli stessi valori e lo stesso Carisma che ha suscitato nella Chiesa, attraverso i fondatori, forme di vita consacrata. Un cammino non sempre facile e non sempre condiviso, ma che, generalmente, mi sembra abbia contribuito a rivedere e aggiornare lo stile di vita, a trovare modalità di partecipazione, di corresponsabilità, di una vita fraterna più significativa, a passare da una visione di autorità centrata maggiormente sulla organizzazione e sull’informazione, con uno stile piuttosto direttivo, all’autorità vista come servizio alle persone e alla comunità, nella comune ricerca della volontà di Dio e del bene comune.
    Anche l’Esortazione Apostolica Evangelica Testificatio di Paolo VI, che ha ripreso e rilanciato i contenuti del Decreto conciliare sulla Vita Consacrata, ha ulteriormente sollecitato i consacrati e le consacrate a ricomprendere e ad approfondire il significato dei Voti e ad accogliere l’invito a una maggiore apertura verso le persone più bisognose. Negli anni successivi al Concilio Vaticano II ho vissuto e partecipato al rinnovamento proposto per il cammino di tutta la Chiesa e ho veramente gioito per la freschezza, la bellezza e la preziosità di una vita in movimento verso una più piena comprensione e attualizzazione.

    *religiosa delle suore dell’Addolorata, amministratrice delegata della clinica luganese Moncucco

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