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  • Festival di Monaco: miglior film l'iraniano "The salesman"

    Si è chiuso da pochi giorni il Festival del Film di Monaco: un evento che investe tutta la bella città della Baviera con decine di proiezioni e un pubblico soprattutto di giovani, attenti e coinvolti. Il servizio di Luca Pellegrini:

    Con la consegna dei tre premi principali nel corso di una simpatica cerimonia, si è chiuso dopo dieci intensissimi giorni il festival del Film di Monaco di Baviera. Miglior film internazionale è stato riconosciuto “The salesman” dell’iraniano Asghar Farhadi, il Cinevision Award per la migliore novità a “Divines” di Houda Benyamina, regista francese di origini marocchine, e il Premio della Critica Fipresci a “Dinky Sinky” della tedesca Mareille Klein, storia delicata e intensa di una donna che cerca di diventare madre. Ogni festival ha la sua “anima”. Abbiamo chiesto alla Direttrice Diana Iljine una descrizione di quello bavarese.

    R. – München ist ein Publikumsfestival: Anders als die großen A-Festivals, haben wir den Luxus, die …

    Quello di Monaco [di Baviera] è un festival di pubblico: diversamente da quanto accade per i grandi festival, noi ci possiamo concedere il lusso di portare a Monaco i migliori film d’estate. Abbiamo un team che gira tutto il mondo e frequenta tutti i festival cinematografici e porta a Monaco, per la stagione estiva, i film migliori. Siamo molto severi nella nostra selezione. Ogni film deve avere non solo un contenuto interessante, ma anche una forma: è per noi un aspetto molto importante. Inoltre, noi siamo uno dei più grandi festival cinematografici estivi in Europa: il sole, l’estate, Monaco inducono questa sensazione piacevole di festival e questo significa che le persone vengono volentieri. Anche gli esperti del ramo si incontrano qui, perché qui possono vedere film che non sono riusciti a vedere a Cannes, incontrano i produttori, sceneggiatori, frequentano ricevimenti. Il pubblico, invece, frequenta volentieri il cinema nonostante il caldo: i cinema sono pieni, anche quelli all’aperto che sono molto frequentati la sera.

    D. – E il vostro pubblico?

    R. - Natürlich sind die Kinoleute oft gebildete Leute: Wir haben viele Studenten, wir haben viele Münchner …

    Ovviamente, spesso le persone che frequentano il cinema sono persone colte: ci sono molti studenti, molti abitanti di Monaco, vengono con sempre maggiore frequenza persone che vivono intorno a Monaco. Quello che per me è molto importante è che chiunque può partecipare. Non c’è alcuna manifestazione – a parte quella dell’apertura – alla quale non si possa partecipare come uno spettatore qualunque, non si possa parlare con i registi alla fine della proiezione del film, camminare sul tappeto rosso … questa è la particolarità di Monaco: ci può andare chiunque.

    D. – Siamo in Germania e quindi il Festival presenta molti film tedeschi. Quale tipo di realtà riflettono?

    R. – Ich finde, dass die deutschen Filme …

    Trovo che i film tedeschi siano, anche quando non sono esplicitamente di stampo politico, però molto impegnati con le questioni del nostro tempo, che sono la globalizzazione, la demografia nel senso dell’invecchiamento eccessivo della società o il mantenere unite le famiglie e la digitalizzazione. La digitalizzazione consente di produrre film in Paesi che finora non potevano produrre film perché un film costa molto denaro; la globalizzazione si rispecchia nei film perché in essi vediamo famiglie indifese, lacerate, confuse e questa sensazione la si ritrova in molti nostri film. Quando si parla di questioni demografiche, spesso riguardano gli anziani e i giovani, il nonno, la nonna e i bimbi, i nipoti: di questo trattano i nostri film e in maniera appassionata. Molti film toccano anche il tema dei rifugiati.

    (Da Radio Vaticana)

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