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  • Il presidente delle Filippine

    FILIPPINE - La Camera approva la pena di morte: la Chiesa “in lutto”

    La Chiesa cattolica filippina è “in lutto” dopo che la Camera dei rappresentanti ha approvato – alla terza lettura – il ripristino della pena capitale nella nazione. Nel voto di ieri, 7 marzo, 217 membri della Camera hanno votato "sì" al progetto di legge che reintroduce la pena capitale per reati legati alla droga, 54 hanno dato parere negativo, uno si è astenuto. La legge è stata promossa dall'alleanza di governo che sostiene il presidente Rodrigo Duterte e fortemente voluta da quest'ultimo. Ora il progetto di legge passerà al Senato, assemblea composta da 24 membri, in cui il partito di Duterte detiene la maggioranza.

    L’arcivescovo Socrates Villegas, Presidente della Conferenza Episcopale delle Filippine, si è detto deluso perchè la Camera “ha dato allo stato il permesso di uccidere” e ha affermato che i vescovi “non si sentono sconfitti né potremo essere messi a tacere”. “Nel mezzo della Quaresima – nota una dichiarazione ufficiale dei vescovi – ci prepariamo a celebrare il trionfo della vita sulla morte, e mentre noi siamo addolorati perchè la Camera ha votato per la morte, la nostra fede ci assicura che la vita trionferà”. I Pastori richiamano i fedeli a una generale mobilitazione per manifestare “lo spirito di opposizione" alla pena di morte. I vescovi chiedono agli avvocati, giudici e giuristi cattolici “di consentire alla dolcezza del Vangelo di illuminare il loro operato e l'applicazione della legge”, "portando vita nel loro servizio alla società”, ha aggiunto

    Rodolfo Diamante, segretario esecutivo della Commissione dei vescovi per la Pastorale carceraria ha dichiarato che “i legislatori hanno servito i loro interessi personali e non il bene comune”, “sacrificando la loro coscienza e i principi”La pena capitale era prevista nell’ordinamento della Repubblica delle Filippine, nata nel 1946 e restò in vigore anche durante il periodo della dittatura di Ferdinando Marcos. Fu sospesa nel 1987 sotto la presidenza di Corazon Aquino e poi reintrodotta durante il governo di Ramos per “crimini efferati”. Durante la presidenza di Joseph Estrada, nel 1999, avvenne l'esecuzione di Leo Echegaray, cui seguì una nuova moratoria. Nel 2006, il governo di Gloria Macapagal Arroyo firmò l’abolizione della pena di morte prima della sua visita a Papa Benedetto XVI. Dal 2006, le Filippine hanno sostenuto la causa abolizionista, promuovendo diverse iniziative in ambito internazionale e riuscendo anche a ottenere la commutazione delle condanne alla pena capitale inflitte a cittadini filippini all’estero.

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