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  • Il presidente delle Filippine

    Filippine: migliaia di persone in piazza contro Duterte

    Migliaia di persone sono scese in piazza ieri a Manila, capitale delle Filippine, per protestare contro il presidente Rodrigo Duterte, rispondendo all’appello dei leader religiosi, sempre più in rotta di collisione con il capo di Stato sulla questione della pena di morte, che Duterte intende ripristinare già dal prossimo mese.

    Al tempo stesso, le migliaia di persone che hanno protestato hanno voluto lanciare un messaggio di condanna verso la cultura della violenza e contro le migliaia di omicidi extragiudiziali che da tempo si susseguono nel paese asiatico, all’interno della imponente campagna antidroga montata negli ultimi mesi dal presidente.

    In corteo nelle strade di Manila si sono visti circa 20.000 filippini, che hanno aderito alla marcia intitolata Walk for life con cartelli con le scritte “Scegliete la vita”, “No alla pena di morte”, e scandendo slogan ostili alla politica del pugno duro.

    Oltre 7600 persone legate al traffico di sostanze stupefacenti sono state uccise da quando il presidente ha lanciato la sua campagna contro la droga sette mesi fa. Più di 2500 sono, invece, i morti in sparatorie durante le operazioni delle forze dell’ordine.

    Gli osservatori hanno sottolineato che quella di ieri è la più imponente manifestazione di protesta nelle Filippine da quando Duterte si è insediato. Moltissimi gli esponenti della Chiesa presenti. Tra loro l’arcivescovo Socrates Villegas, presidente della conferenza dei vescovi filippini, e il cardinale Luis Antonio Tagle.

    Recentemente i vescovi avevano espresso profonda preoccupazione per tutte le persone uccise da esercito e polizia in quanto collegate in qualche modo al mondo della droga, e un documento era stato letto nelle chiese. E anche ieri l’arcivescovo Villegas ha ribadito a chiare lettere «il diritto per chiunque di essere giudicato da un tribunale in base alla legge senza diventare vittima di omicidi extragiudiziali». Trent’anni fa la Chiesa aveva avuto un ruolo determinante nel mobilitare i filippini contro l’allora dittatore Ferdinand Marcos, poi costretto all’esilio.

    (Osservatore Romano)

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