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  • Una delle scorse edizioni del Meeting di Rimini

    Fin dove si estende la libertà di religione? Al Meeting di Rimini la simulazione di un processo

    “Fin dove si estende la libertà di religione?” Per rispondere a questa domanda di immediata attualità il Meeting di Rimini propone un nuovo formato, mettendo a confronto due squadre di giovani giuristi e avvocati nell’ambito di un processo simulato. Un esperimento che sembra aver trovato vasto interesse e consenso di pubblico, visto che non sono bastati i 150 posti della Sala Tiglio A6 per accogliere gli astanti, molti dei quali hanno assistito in piedi o in appostamenti di fortuna.

    A decidere una corte formata ad hoc, presieduta da Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale e composta da Francesca Martines, professore associato di Diritto Internazionale all’Università di Pisa, e Andrea Simoncini, professore ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università di Firenze.

    Parti della controversia una lavoratrice di fede mussulmana licenziata in seguito ad un suo rifiuto di non portare il velo (hijab) durante l’orario d’ufficio, così come richiesto da una sopravvenuta direttiva aziendale, e l’impresa datrice di lavoro, intesa a garantire con quest’iniziativa la neutralità religiosa sul luogo di impiego.

    Oltre agli argomenti di stretto diritto esposti dai due collegi a favore dei propri assistiti – rispetto a temi oggi, peraltro, resi molto complessi e delicati per il sovrapporsi di diversi livelli di tutela dei diritti fondamentali, dalle costituzioni nazionali, così come dalle Carte europee – le questioni trattate hanno generato un vivace interesse da parte degli intervenuti, i quali, a seguito del dibattimento, hanno posto le loro domande a Joseph H.H. Weiler, professore presso la NYU Law School e senior fellow al Center for European Studies di Harvard, che ha introdotto e moderato l’incontro.

    Un confronto stimolante, dunque, che grazie al nuovo formato, da un lato, ha permesso di entrare nel vivo anche dei profili più tecnici di questi problemi, lasciando però, dall’altro, la possibilità di cogliere in concreto le questioni di libertà e il critico bilanciamento di interessi che sempre si accompagna a queste vicende.

    (Agenzie/red)

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