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  • Il cardinale Kurt Koch è presidente del Dicastero vaticano per l'Unità dei cristiani

    Gestione di abusi a Basilea: il cardinale Koch dispiaciuto per un errore di valutazione

    Secondo il SonntagsBlick, che ha pubblicato la notizia il 1° ottobre 2023, il cardinale svizzero Kurt Koch ha ammesso che lui e i suoi collaboratori hanno reagito con troppa esitazione nel caso di un prete abusatore nella diocesi di Basilea. "Il loro operato non aveva lo scopo di nascondere nulla", ha dichiarato Koch al domenicale della Svizzera tedesca, scusandosi.
    I fatti sono stati resi noti dal rapporto sugli abusi in Svizzera stilato dagli esperti dell'Università di Zurigo: all'epoca dei fatti, mons. Kurt Koch, allora vescovo di Basilea, non avrebbe denunciato gli abusi perpetrati da un prete violento (come riportato da cath.ch il 12 settembre 2023). Il cardinale ammette ora che è stato un errore non aver preso le misure previste. Secondo il cardinale Koch, all'epoca i collaboratori dell'ufficio del personale della diocesi di Basilea incaricati del caso, avrebbero dovuto chiarire il caso. Detto questo, il vescovo emerito di Basilea, che dal 2010 è presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani a Roma, sostiene di non aver voluto coprire nulla, agendo in questo modo.

    Un errore di valutazione

    Tuttavia, il cardinale Koch riconosce che la procedura "non ha funzionato in modo soddisfacente". È stato un errore non prendere le misure previste. Koch ha dichiarato al SonntagsBlick: "Me ne rammarico soprattutto per le vittime (…) mi scuso".

    Il sacerdote abusatore è indicato come "K.S." nello studio storico sugli abusi sessuali nella Chiesa cattolica in Svizzera commissionato all'Università di Zurigo dalla Conferenza episcopale svizzera (CVS), dalla Conferenza delle Unioni degli Ordini e delle altre comunità di vita consacrata (KOVOS) e dalla Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (RKZ). Secondo il rapporto, l'uomo in questione è nato nel 1945 in Romania e appartiene alla minoranza tedesca del Paese.

    Altre aggressioni commesse dal sacerdote abusatore

    Il prete abusatore avrebbe baciato un bambino di nove anni e invitato dei minori alla sauna. Durante le uscite di gruppo, avrebbe chiesto ai giovani di spogliarsi in pubblico. Il vescovo di allora, mons. Kurt Koch, e il suo successore, mons. Felix Gmür, non lo hanno denunciato - sebbene fossero a conoscenza della vicenda, si legge nel rapporto. Secondo il SonntagsBlick, il prete in questione, morto nel 2019, avrebbe aggredito nuovamente i giovani in diverse occasioni, negli anni successivi.

    Sebbene diverse persone interessate abbiano contattato la diocesi di Basilea nel 2002 e di nuovo nel 2005, il vescovo dell'epoca, Kurt Koch, non ha segnalato il caso al pubblico ministero, non ha avviato un'indagine ecclesiastica preliminare né lo ha riferito a Roma, si legge nel rapporto dell'Università di Zurigo.

    (cath.ch/kath.ch/be/traduzione e adattamento)

    Jacques Berset/traduzione e adattamento catt.ch

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