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  • Giubileo dei movimenti della diocesi di Lugano

    Giubileo dei movimenti: “Nell’unico Cristo siamo uno” — fede, unità e testimonianza a Lugano

    di Dennis Pellegrini

    Quasi 500 persone – tra cui molti giovani e numerose famiglie – hanno preso parte al Giubileo dei movimenti promosso dalla Diocesi di Lugano, svoltosi sabato 18 ottobre presso l’Istituto Elvetico di Lugano. La giornata, ispirata al motto di Papa Leone XIV “Nell’unico Cristo siamo uno”, si è aperta in un clima di fraternità con un momento conviviale presso la buvette. Alle 16 è iniziato l’incontro centrale, durante il quale i diversi movimenti ecclesiali si sono presentati, alternandosi a canti proposti da una corale composta da membri delle varie realtà, segno concreto dell’unità nella diversità.

    Anna e Marco, appartenenti al Movimento dei Focolari, hanno inaugurato le testimonianze condividendo la loro esperienza di vita comunitaria, fatta di canto, servizio e soprattutto gratitudine. Hanno ricordato che lo Spirito Santo è la forza che trasforma le capacità umane in dono per gli altri, rendendo possibile l’unità nel nome di Cristo. Anche nei momenti difficili, hanno sottolineato, “tenere Gesù in mezzo” significa scegliere l’amore reciproco come via alla comunione.

    È poi intervenuta Antonia, del Rinnovamento nello Spirito. Emigrata in Svizzera da giovane, ha raccontato come la malattia del marito sia divenuta occasione di fede: grazie all’incontro con un sacerdote del movimento, egli ritrovò speranza e luce. Da quella trasformazione è nato anche il cammino di Antonia, segnata da una profonda esperienza dello Spirito Santo che lei stessa definisce «la mia vocazione». Da allora, ha confidato, quella gioia non l’ha più abbandonata.

    Ursula e Gaetano, del Cammino Neocatecumenale, hanno condiviso la loro storia di coppia: dopo una fase di depressione, Ursula ha riscoperto un Dio Padre che ama senza condizioni. La sua conversione ha toccato anche il marito, avviando un percorso comune di fede che li ha sostenuti nelle prove, trovando nel Signore “la roccia sicura” su cui costruire la vita familiare.

    Infine, Luca di Comunione e Liberazione ha offerto una riflessione intensa sulla presenza di Cristo nella vita quotidiana. Nella sua professione di responsabile in assistenza domiciliare ha imparato a riconoscere nel servizio agli altri un luogo di incontro con Dio. «È nel modo in cui stiamo con le persone – ha detto – che possiamo trasmettere la speranza».

    Nel suo intervento, mons. De Raemy ha raccolto i fili delle testimonianze, ricordando la bellezza della varietà nella Chiesa. Ogni cammino, ha spiegato, esprime una sensibilità propria, ma tutti conducono a Cristo. Non esiste un solo modo di incontrarlo: ciascuno vive con Lui una relazione unica, e questa diversità è una benedizione. Richiamando le parole del Papa, ha esortato le comunità a essere “palestre di speranza”, luoghi di fraternità e spiritualità che preparano all’incontro con il mondo. «Lui salva a modo suo», ha ricordato, «e quando c’è Cristo dobbiamo sentirci sempre a casa».

    La giornata si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa e un apericena, ultimo momento di comunione fraterna, dove la gioia condivisa si è fatta testimonianza viva di quell’unità che, in Cristo, abbraccia ogni diversità.

    Giubileo dei movimenti della diocesi di Lugano - Foto di Felicia Baggi / catt.ch

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