Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • I commenti al Vangelo di domenica 24 agosto

    Calendario romano

    Scelta di posti o posto preparato?

    di Dante Balbo*

    Ai matrimoni o ai pranzi ufficiali non so mai dove mettermi. Per fortuna c'è sempre qualcuno che mi assegna un posto e io non protesto. A volte sono al tavolo principale, altre volte da tutta un'altra parte, per me fa lo stesso. Questa è una delle fortune della mia situazione, perché non posso spaziare nella sala e scegliere dove accomodarmi. Ho imparato che se non scegli dove stare, la vita ti porta a incontrare persone nuove, scoprire storie, arricchirti con discussioni interessanti, oppure poterti isolare, senza che ti obblighino a conversare con questo o quello. Le aspettative sono un problema serio, sia per la nostra vita ordinaria, sia per la nostra relazione di fede. Spesso ragioniamo come contabili e ci aspettiamo un beneficio dal nostro buon comportamento. Siamo cristiani, frequentiamo le funzioni religiose, facciamo un servizio per gli altri, siamo generosi, disponibili, non troppo ostili. Sicuramente avremo un posto privilegiato, magari non in prima fila, spetta ai santi illustri, ma subito dopo. Quanto è spiazzante il Vangelo che ci ricorda che altri ci passeranno davanti, non perché hanno fatto cose diverse, ma semplicemente hanno accolto il loro posto nel Buon Disegno della Salvezza, senza nemmeno saperlo, ma rispondendo alla propria vocazione. Più siamo inseriti in un cammino di fede e più siamo corretti, plasmati dalla vita, frustrati nel nostro desiderio di calcolare perdite e profitti. Il Signore vuole aiutarci a trovare un posto, il nostro, non a scalare la gerarchia. Non si tratta di falsa umiltà, perché anche questo è un danno alla scoperta di ciò che è stato preparato per noi. Scopriremo il nostro posto, quando smetteremo di cercare, per lasciare che sia il Signore a trovarci, a mostrarci i nostri doni, le risorse che ci sono state affidate. Allora li faremo fruttare, felici di donare quello che a nostra volta abbiamo ricevuto. Per questo, un posto vale l'altro, sicuri che il nostro è unico nel piano di un padre che ci ama singolarmente e insieme a tutti i suoi figli. *Il Respiro spirituale di Caritas Ticino

    Calendario ambrosiano

    La dignità dei più piccoli è al cuore del Vangelo

    di don Giuseppe Grampa

    Gli Evangelisti, nella pagina odierna, non ci hanno nascosto i limiti dei discepoli di Gesù, in particolare la preoccupazione di stabilire chi tra loro fosse il primo, preoccupazione che non ci aspetteremmo di trovare tra coloro che hanno lasciato tutto per seguire Gesù. Hanno lasciato tutto, casa, famiglia, lavoro ma non la rivalità e la presunzione, che è ancora presente nel loro animo. Sembra che nessun altro argomento catturi più di questo la preoccupazione dei dodici. È segno di grande onestà da parte degli evangelisti non aver taciuto questo lato poco apprezzabile di coloro che stavano con Gesù.

    E il Maestro, con pazienza, aiuta i suoi a comprendere l’incredibile novità del Regno: il Regno è per i piccoli, meglio per quanti si fanno piccoli come un bambino. Ancora una volta l’Evangelo ci avverte che il valore, la dignità della persona non sono in misura delle tante o poche risorse che la persona possiede. Nel bambino le qualità sono ancora largamente inespresse, eppure non gli manca quella costitutiva dignità che è propria di ogni essere umano. Altrettanto alcune persone sono dotate di «diversa» abilità. Si devono, a questo proposito, riconoscere senza infingimenti le molteplici e spesso gravi disabilità ma al tempo stesso affermare che non devono in alcun modo pregiudicare il riconoscimento della piena dignità di tali persone.

    Ecco perché il gesto di Gesù che mette al centro un bambino, una creatura ancora largamente incompiuta, è appello a riconoscere proprio in lui la piena e compiuta dignità. Ed ecco perché la seconda parte della pagina evangelica ribadisce con espressioni paradossali la necessità di un assoluto rispetto proprio per i piccoli.

    Il pensiero corre anche, tristemente, a tanti e non lontani episodi di sfruttamento e abuso di minori.

    Quanti, anche uomini di Chiesa, hanno dimenticato che i piccoli sono i primi nel Regno.

    News correlate

    Domenica 25 gennaio 2026: i commenti al Vangelo della liturgia romana e ambrosiana

    Nella Festa della Sacra Famiglia, celebrata dalla liturgia ambrosiana, don Giuseppe Grampa ci ricorda l'importanza di una fede trasmessa e custodita di generazione in generazione, esprimendo gratitudine ai genitori, figure fondamentali nella crescita umana dei figli. Il commento al Vangelo per la liturgia romana è invece a cura di Dante Balbo.

    I commenti al Vangelo di domenica 11 gennaio

    L’attesa e l’umiltà del Battesimo di Gesù rivelano un Dio che si manifesta condividendo la condizione umana. Nell’acqua del Giordano i cieli si aprono: nasce un cammino nuovo, in cui l’uomo, affidandosi a Dio, scopre di essere figlio amato e rigenerato dallo Spirito. Le riflessioni di Dante Balbo e don Giuseppe Grampa.

    28 dicembre 2025. Commenti al Vangelo

    La fuga in Egitto e la persecuzione di Erode è il tema dei Vangeli di questa settimana, commentati per catt.ch e Catholica da Dante Balbo (calendario romano) e da don Giuseppe Grampa (calendario ambrosiano).

    I commenti al Vangelo di domenica 21 dicembre

    Riflessioni verso il Natale: Dante Balbo vede in Giuseppe il passaggio dalla nostalgia all'attesa di un evento che segna la storia. Don Giuseppe Grampa legge nel "sì" di Maria una fede umana, fatta di dubbi e libertà. Entrambi invitano a un’accoglienza consapevole, trasformando il tempo in speranza e stupore.

    I commenti al Vangelo di domenica 7 dicembre

    Le riflessioni di Dante Balbo per il calendario romano (II Domenica di Avvento) e don Giuseppe Grampa per il Vangelo del calendario ambrosiano (IV Domenica di Avvento).

    I commenti al Vangelo di domenica 30 novembre

    Riflessione sull’Avvento come tempo di attesa e rinnovamento: il tempo scorre irregolare, ma Dio si manifesta negli incontri e nella misericordia. Giovanni Battista e Gesù mostrano un Dio che salva attraverso la vita, la speranza e la liberazione dell’uomo.

    News più lette