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  • Don Bruno Rossi con un indigeno

    Il "caffé di don Bruno" missionario in Thailandia. Da lui in visita i pellegrini ticinesi

    I 388’000 cattolici della Thailandia (lo 0,58% della popolazione in un Paese buddista), sono in fermento per la visita del Papa. Francesco arriva mercoledì 20 novembre per ripartire il 23 alla volta del Giappone. La visita onora la grande tradizione delle missioni in Siam, di cui quest’anno infatti si celebra il 350° anniversario della fondazione da parte di Clemente IX che, nel 1669, stabilizzò l’opera iniziata dai domenicani nel 1567. Tra i missionari che oggi sono presenti in questa terra c’è don Bruno Rossi di Padova. Proprio da lui, nel Nord del Paese, si stanno recando i pellegrini ticinesi dell’OdP in viaggio in questi giorni in Thailandia. Don Bruno, da 30 anni, è parroco a Chae Hom e si occupa dei bisogni di una quarantina di villaggi satelliti dislocati nella foresta e sulle vicine montagne. Lo fa coniugando il Vangelo con le risposte ai bisogni degli indigeni, che sono soprattutto contadini.

    A Chae Hom don Bruno ha aperto un centro residenziale per 65 ragazzi e ragazze che vi soggiornano durante la settimana, in modo da poter frequentare le scuole, per loro irraggiungibili nella stagione delle piogge. La casa è mantenuta grazie ad un’attività imprenditoriale diventata famosa in Oriente: «il caffé di don Bruno» prodotto dal missionario senza pesticidi, versando uno stipendio equo ai lavoratori e impiegando manodopera locale. Il caffé, che viene elaborato con una tostatrice ricevuta in regalo dall’Italia, è venduto in Thailandia, esportato in Giappone e richiesto anche in_Corea, per un totale di 800 chili commerciati al mese.  Secondo don Bruno, la testimonianza in questa terra buddista richiede opere concrete: lui e altri missionari ci provano ogni giorno.

    Qui l'intervista a suor Ana Rosa Sivori, cugina del Papa, missionaria da 53 anni in Thailandia.

    Cristina Vonzun

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