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  • Il Nobel della pace a Machado: «per favorire un cambio di passo»

    di Katia Guerra

    «Qui in Venezuela stiamo aspettando un cambiamento» ci dice il missionario ticinese don Angelo Treccani, che da più di quarant’anni vive nel Paese sudamericano. La disastrosa situazione economica non accenna a risollevarsi, mentre il governo guarda da un’altra parte.

    «L’agricoltura non basta più per vivere»

    «Dove mi trovo io, a El Soccoro, si vive di agricoltura. Non ci sono fabbriche. Ma oggi gli agricoltori non riescono più a pagare nemmeno le spese con quello che producono. Tutto è molto caro e quando si vende, il ricavato è poco».
    L’assegnazione del premio Nobel per la pace alla leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado è per don Angelo «un segno positivo che speriamo possa favorire un cambio di passo e aumentare l’appoggio internazionale».
    «Vorrei che il Venezuela possa riavere quel benessere e quella tranquillità che ho trovato quando sono arrivato 42 anni fa. Credo che Machado sia una donna determinata e intelligente. Ha girato tutto il Paese, è stata anche qui a El Soccoro. Malgrado abbiano cercato di bloccarle la strada, è riuscita ad arrivare».

    Un progetto per i giovani e per i poveri

    Nella sua fattoria di El Soccoro, don Angelo ha promosso – con il sostegno di Caritas Ticino – un progetto per far sì che i giovani non abbandonino la terra. Ma nel contesto attuale le difficoltà sono tante. «La luce va e viene. Anche le strade sono un disastro. Per potermi muovere fra le parrocchie in cui celebro le Messe ho dovuto acquistare una moto».

    L’8 ottobre scorso don Angelo ha compiuto 85 anni, festeggiandoli con le comunità locali. Nella fattoria, creata grazie anche al sostegno di molti ticinesi, si allevano mucche e si coltivano 200 ettari di terra con mais, fagioli, ortaggi e frutta.
    Oltre a dare lavoro a molti operai, la fattoria permette di aiutare i più fragili in un Paese in cui la povertà ha raggiunto livelli estremi: rifornisce la mensa della scuola per famiglie disagiate e distribuisce cibo e medicine.
    «In un paese qui vicino, dove vado a dire la Messa il sabato, c’è un gruppo pastorale-sociale che censisce malati e anziani, ai quali forniamo le medicine. Alle famiglie più povere, ogni 15 giorni, diamo una borsa con generi alimentari. In realtà qui tutti avrebbero bisogno: noi cerchiamo di sostenere chi è più in difficoltà».

    «Mi basta il Vangelo per sapere come vivere»

    A don Angelo Treccani abbiamo chiesto anche dell’esortazione di papa Leone Dilexi te sull’amore per i poveri. Ci ha risposto di non averla ancora letta.
    «Mi basta la vita di Gesù e il suo messaggio per sapere qual è il cammino da percorrere per essere suoi fedeli discepoli. Non bastano le parole e le esortazioni. Gesù è nato in una stalla, è cresciuto in una falegnameria. Ha vissuto con e come i poveri. Non aveva una casa e tanto meno una villa».

    «Uno dei santi più fedeli al Vangelo è stato Francesco. Nella Chiesa lo ammiriamo, ma ci guardiamo bene da imitarlo. Papa Francesco ha cercato di mettere la Chiesa sul cammino del Vangelo vissuto, e anche papa Leone mi sembra abbia queste intenzioni».

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