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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Papa Leone XIV in Aula Paolo VI durante l'udienza ai donatori dell'albero e del presepe in Piazza San Pietro

    Il Papa ricorda le vittime della strage di Sydney: "Basta violenze antisemitiche"

    "Basta con queste forme di violenze antisemitiche! Dobbiamo eliminare l’odio dai nostri cuori"

    Lo sguardo ad albero e presepe, il cuore a quanti soffrono “guerra” e “violenza”, il pensiero alla popolazione di Sydney scossa della sparatoria di ieri sera (ora australiana) a Bondi Beach durante l’Hanukkah, il “festival delle luci” dell’ebraismo trasformatosi in un momento di buio e dolore con la morte di 15 persone (morto anche uno dei due attentatori, ucciso dalla polizia) e circa una trentina di feriti. Papa Leone XIV riceve in udienza in Aula Paolo VI i donatori dell’albero e del presepe che verranno inaugurati oggi pomeriggio, alle 17, in Piazza San Pietro e, proprio a partire dalla contemplazione di questi simboli del Natale, domanda a Dio di “rinnovare in noi il dono della pace e della fraternità” e prega per “quanti soffrono a causa della guerra e della violenza”, a cominciare dalla popolazione australiana e in particolare la comunità ebraica che piange la morte, tra le altre vittime, del rabbino Eli Schlanger.

    Oggi desidero affidare al Signore le vittime della strage terroristica compiuta ieri a Sydney contro la comunità ebraica

    Guardando a questa tragedia, il Pontefice - che più volte in questi mesi ha espresso la sua condanna in merito, l'ultima in occasione del 60° anniversario della Nostra Aetate - rilancia l'appello contro ogni forma di violenza mossa da antisemitismo.

    LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO DI PAPA LEONE XIV

    Dio vicino all'umanità

    A tutta l’umanità Papa Leone ricorda poi la vicinanza di Dio che proprio il presepe simboleggia: “Ai pellegrini provenienti da ogni parte del mondo che si recheranno a Piazza San Pietro, la scena della natività ricorderà che Dio si fa vicino all’umanità, si fa uno di noi, entrando nella nostra storia con la piccolezza di un bambino”, dice nell’udienza ai donatori dell’opera, quest’anno proveniente dalla Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno. Un’opera che, sottolinea, unisce “arte e spiritualità in una scenografia che racconta la fede e le radici culturali” della terra campana, abitata da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e dai Servi di Dio don Enrico Smaldone e Alfonso Russo.

    Nella povertà della stalla di Betlemme, contempliamo un mistero di umiltà e di amore. Davanti ad ogni presepe, anche quelli realizzati nelle nostre case, noi riviviamo quell’Avvenimento e riscopriamo la necessità di cercare momenti di silenzio e di preghiera nella nostra vita, per ritrovare noi stessi ed entrare in comunione con Dio

    In silenzio e adorazione

    Il "silenzio" è uno degli atteggiamenti a cui il Papa esorta in questa epoca definita in discorsi passati di “rumori”. Un “silenzio adorante” di cui la Vergine Maria è modello, custodendo quanto visto e udito “nel suo cuore”: “Il suo silenzio non è semplice tacere: è meraviglia e adorazione”.

    Il presepe del Costa Rica in ricordo delle vite preservate dall'aborto

    Ancora un presepe indica Leone XIV ed è quello che rimarrà nell’Aula Paolo VI per tutto il periodo natalizio. Proviene dal Costa Rica (una delegazione del Paese è presente in Vaticano, con la prima dama Signe Zeicate, la figlia, e l’ambasciatore presso la Santa Sede) e si intitola Nacimiento Gaudium. “Ognuno dei ventottomila nastri colorati che decorano la scena rappresenta una vita preservata dall’aborto grazie alla preghiera e al sostegno fornito da organizzazioni cattoliche a molte madri in difficoltà”, sottolinea il Pontefice.

    Ringrazio l’artista costaricana che ha voluto, insieme al messaggio di pace del Natale, lanciare anche un appello affinché venga protetta la vita fin dal concepimento

    L'albero, simbolo di vita e di luce nelle tenebre

    Nel suo discorso il Papa parla poi di “luce”, di “vita”, di “speranza”. L’albero, dono proveniente dai boschi dei comuni di Lagundo e di Ultimo nella Diocesi di Bolzano-Bressanone, è emblema di tutto questo.

    Con le sue fronde sempreverdi, è segno di vita e richiama la speranza che non viene meno neppure nel freddo dell’inverno. Le luci che lo adornano simboleggiano Cristo luce del mondo, venuto a fugare le tenebre del peccato e a illuminare il nostro cammino

    Da qui, un ringraziamento a tutte le maestranze, le imprese coinvolte, alla Direzione Infrastrutture e Servizi del Governatorato per “il generoso impegno”. A tutti, infine, un invito in vista del Natale: “Lasciamo che la tenerezza del Bambino Gesù illumini la nostra vita. Lasciamo che l’amore di Dio, come le fronde di un albero sempreverde, rimanga fervido in noi”.

    fonte: vaticannews

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