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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Il rettore del Papio sul progetto di restauro del giardino del Collegio nel segno di un'ecologia integrale

    Guardare al passato per valorizzare il presente e il futuro dei propri allievi. È questa la scelta del Collegio Papio, di cui in questi giorni il Municipio di Ascona ha reso noto il progetto di restauro, recupero e riqualifica – per un costo complessivo di circa 1,8 milioni di franchi – del suo grande giardino rinascimentale. Cuore e polmone verde nel pittoresco centro storico di Ascona, a pochi passi dalle rive del Lago Maggiore, esso è unico nel suo genere in Ticino e, soprattutto, risale all’iniziativa stessa di san Carlo Borromeo, completata da Federico Borromeo.

    Lo «spirito» originario dettato dai Borromeo
    Ristrutturare il giardino, ci spiega don Patrizio Foletti, rettore del Papio, è una sfida non da poco e richiede una cura e una sensibilità particolare, proprio perché, al di là della mera ricostruzione materiale, si tratta di trovare il modo di far rivivere lo «spirito» con cui il giardino, preesistente alla fondazione del Collegio, era stato voluto proprio dal cardinale milanese, nella sua visita ad Ascona del 1583: «Il valore del luogo era chiaramente simbolico, spazio non tanto e non solo di ricreazione per gli studenti del Collegio, ma angolo di sosta meditativa, di riflessione, anche di preghiera. Un luogo intimo, pieno di piante selezionate e circondato, ancora oggi, da mura che favoriscono un senso di raccoglimento e protezione». Federico Borromeo, intervenuto successivamente, avrebbe dato seguito a questo progetto di farne un’oasi di preghiera.

    I benedettini lo trasformano in orto
    Qualcosa di tutto questo, nel tempo, è rimasto: «Negli anni Ottanta – ricorda don Foletti – io e alcuni confratelli celebravamo spesso la Santa Messa nella cappella mariana del giardino». Tuttavia, nel corso del tempo altre esigenze hanno contributo a snaturare un po’ il significato originale del luogo: «I padri benedettini nel secolo scorso, come già altri nell’Ottocento, ne avevano fatto soprattutto uno strumento di sostentamento, convertendo il giardino in orto. Ora torneremo a valorizzarne, invece, sia il valore spirituale che quello ricreativo».

    Un progetto per la crescita umana degli studenti
    In questo senso, ci spiega il rettore, sarà un restauro di tipo «conservativo»: verranno valorizzate le costruzioni già esistenti collegate agli spazi verdi e agli accessi, per poi rendere agibili i viali e i prati per i momenti ricreativi degli studenti. Se perciò l’intervento di riqualifica del giardino vuole ridargli un altro valore culturale, simbolico e spirituale, non si vuole dimenticare il benessere degli allievi. «Tra l’altro – sottolinea don Foletti – il giardino vuole contribuire, insieme alla chiesa del Collegio, a rispondere a una delle esigenze della “Charta” della Federazione delle scuole cattoliche della Svizzera (www.scuolecattoliche.ch), che, oltre a definire per esempio le linee generali e le caratteristiche dell’insegnamento, domanda alle scuole federate di dotarsi di uno spazio di raccoglimento, silenzio e preghiera». A monte di questa richiesta, formulata nella “Charta” , vi è un preciso modo di intendere la scuola e il suo ruolo educativo: «La scuola – prosegue il rettore – deve essere anzitutto “comunità” e quindi, dotata anche degli spazi adeguati allo sviluppo integrale della persona».

    Un’area verde per tutti i cittadini
    Ma nelle intenzioni della scuola, vi è molto di più: vi è l’idea, salutata favorevolmente anche dal Municipio in un recente messaggio, di travalicare i confini dell’aula scolastica, per coinvolgere, idealmente, chiunque passi dalle parti del Collegio. «Sfruttando la posizione centrale del giardino, situato nel cuore di Ascona, vorremmo dare a tutti coloro che sono trascinati dalla frenesia della vita quotidiana e dai ritmi lavorativi, un’area verde in cui sostare per un momento di pausa, per recuperare, tramite il contatto con la natura, il rapporto con se stessi».

    Nel solco di un’ecologia integrale
    In questo senso, non sono solo le scelte e le testimonianze del passato, o la “Charta” delle scuole cattoliche ad aver ispirato il Collegio Papio, ma la volontà precisa di dare anche seguito ai molteplici appelli di papa Francesco e, prima ancora, di Benedetto XVI: «Entrambi – sottolinea il rettore – ci hanno richiamati, come credenti, alla cosiddetta ecologia integrale, un invito, cioè, a prenderci cura del Creato e dell’uomo. L’ecologia integrale è un invito a una visione integrale della vita, a partire dalla convinzione che tutto nel mondo è connesso, l’uomo e il Creato: prendersi cura dell’uno, è curare anche l’altro. Così, la cura del giardino contribuisce alla crescita umana e spirituale dei nostri allievi».

    Laura Quadri

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