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  • Impegno in difesa del pianeta. Lo chiede il segretario generale dell’Onu Guterres.

    Il segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite António Guterres ha invitato ieri i dirigenti del g20 che si riuniranno nel fine settimana in Argentina a dar prova di una più grande ambizione per lottare contro i cambiamenti climatici. «Non stiamo rispettando gli impegni presi a Parigi di contenere l’aumento della temperatura a meno di due gradi», è questo l’allarme lanciato davanti ai giornalisti del Palazzo di Vetro dal segretario generale che parteciperà al vertice.

    «Abbiamo bisogno non solo che i paesi mantengano le promesse fatte a Parigi e le rispettino ma anche che prendano impegni più grandi e più audaci», precisa Guterres, che prosegue spiegando che «per rafforzare la nostra ambizione, abbiamo bisogno di paesi pronti ad assumersi la leadership per guidare la lotta al riscaldamento globale e dirigenti politici capaci di accrescere nei rispettivi paesi gli obiettivi legati al cambiamento climatico». La leadership, aggiunge, «è anche capacità di fare compromessi».

    Al momento «siamo diretti verso un mondo di cataclismi e incertezza dovuti al clima — nota il segretario generale dell’Onu — e i migliori scienziati del mondo hanno avvertito che ci rimane poco tempo per limitare l’aumento della temperatura a 1,5 gradi». Una mancata azione, sottolinea, significa «più disastri, emergenze e inquinamento atmosferico che potrebbero costare all’economia globale fino a 2100 miliardi di dollari entro il 2050».

    A Bruxelles, intanto, il commissario europeo per l’unione energetica Maroš Šefčovič e il commissario europeo al clima Miguel Arias Cañete hanno presentato ieri il documento sulla strategia a lungo termine dell’Ue sul clima, che mira fra l’altro a raggiungere entro il 2050 il livello di zero emissioni nette a effetto serra. «L’impatto climatico zero — ha detto Cañete — è necessario, possibile e nell’interesse dell’Europa».

    L'Osservatore Romano, 29-30 novembre 2018

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