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  • Markus Krienke, professore di Filosofia moderna e di etica sociale alla Facoltà di Teologia di Lugano e direttore della Cattedra Rosmini

    Islam europeo e dialogo: intervista al professor Krienke

    In quale misura è possibile parlare di «Islam europeo»? Se ne discute il 26 ottobre a Lugano in un convegno organizzato dalla Cattedra Rosmini della Facoltà di Teologia (FTL) e dal Kaiciid Dialogue Centre.

    «Il concetto sottolinea la possibilità di coniugare i valori tradizionali dell’islam con quelli della società secolare europea» ci spiega il prof. Markus Krienke della FTL, tra i relatori. «Ciò significa sottoporre la Sharia (le regole della morale islamica) ad una prospettiva critica per mostrare la possibilità, nella sua applicazione, di un’accoglienza positiva nell’Islam dei fondamenti della società civile: dalla democrazia alla libertà religiosa. Il fatto che il convegno riprenda questo concetto che il politologo siriano Bassam Tibi ha coniato in Germania nel 1992, indica la convinzione che la libertà, la separazione tra politica e religione e il riconoscimento dei diritti umani, restano le condizioni migliori per una vera religiosità e un vero dialogo interreligioso. Nonostante questi passi in avanti, cresce però la percentuale di musulmani europei che rifiuta i principi liberali ». L’Islam europeo si mostra pertanto differenziato al suo interno. «L’idea di un Islam europeo è occasione di tensione in diverse comunità musulmane dove i gruppi conservatori non appoggiano l’individualismo e il carattere secolare di chi si sente o vorrebbe sentirsi pienamente integrato nella società europea», continua Krienke. «Per il filosofo Tariq Ramadan, diversamente dal politologo Tibi,“Islam europeo” significa sostenere chi vuole vivere un’identità islamica nella società europea. Diventa allora indispensabile l’inserimento dell’Islam nella società europea (secolare e liberale), per combattere il rischio di radicalizzazione di chi ritiene tale sintesi un’eresia». Al convegno luganese si parlerà di dialogo interreligioso, due sono i documenti principali che ne fanno da sfondo: la dichiarazione sulla "Fratellanza Umana" firmata dal Papa e dal grande Imam di Al-Azhar e l’Enciclica Fratelli tutti. «Sono due documenti che spostano il centro dell’incontro tra le religioni dai dogmi all’azione fondata sulla fraternità e sulla preghiera comune » conclude Krienke.

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