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  • La comunità di lavoro delle Chiese cristiane in Ticino compie 25 anni

    di Gino Driussi

    È un traguardo significativo quello che raggiungerà nei prossimi giorni la Comunità di lavoro delle Chiese cristiane nel Canton Ticino (CLCCT): questo organismo ecumenico festeggerà infatti il suo 25mo anniversario. Ma qual è la storia recente del movimento ecumenico in Ticino?

    Le principali tappe del movimento ecumenico ticinese

    Nella Diocesi di Lugano, uno dei frutti del Concilio Vaticano II (1962-1965) e del Sinodo 72 dei cattolici svizzeri è stata l’istituzione, il 30 novembre 1975, della Commissione ecumenica diocesana. Venne così dato seguito a una delle raccomandazioni formulate dal Sinodo, quale premessa alla costituzione della Commissione ecumenica del Ticino. Quest’ultima, formata da 12 delegati (6 cattolici e 6 evangelici) si riunì per la prima volta il 6 gennaio 1976. Nel 1987, la Commissione ecumenica modificò i suoi statuti per dare la possibilità a rappresentanti di altre Chiese cristiane presenti in Ticino di assistere alle sue riunioni come osservatori e così maturò l’idea di coinvolgerli ufficialmente trasformando la Commissione ecumenica in un nuovo organismo.

    Dalla Commissione ecumenica alla Comunità di lavoro

    Al termine di un lungo iter, il 23 gennaio 2000 nella cattedrale di Lugano è stata ufficialmente costituita la CLCCT. L’atto di fondazione venne solennemente firmato, nell’ambito della celebrazione ecumenica in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, dai rappresentanti di 10 Chiese: anglicana, apostolica armena, cattolica cristiana, cattolica romana, copta ortodossa, evangelica battista, evangelica riformata, luterana svedese, ortodossa e siro-ortodossa. Successivamente, la Chiesa armena e la Chiesa luterana svedese si sono ritirate (ma quest’ultima sta chiedendo di essere reintegrata), mentre vi hanno aderito a pieno titolo la Chiesa ortodossa eritrea e la Chiesa neo-apostolica. Presidenti della Comunità di lavoro sono stati il pastore Martino Hauri (2000-2004), padre Mauro Jöhri (2005-2006), Paolo Sala (2006-2007), don Maurizio Silini (2007-2012), di nuovo Paolo Sala (2013-2015), don Rolando Leo (2016 ad interim, poi 2017-2020) e padre Abramo Unal (2021-2024). Dallo scorso 1. gennaio, nuovo presidente della CLCCT è il pastore Daniele Campoli.
    Uno dei punti più interessanti degli statuti è che ogni Chiesa può nominare da uno a quattro delegati, ma ogni delegazione dispone di un solo voto. Come nella maggior parte dei consessi ecumenici, le risoluzioni – per le quali è richiesta l’unanimità – non sono vincolanti per le Chiese.
    Secondo i suoi statuti, la CLCCT si definisce come «un organismo di Chiese che confessano il Signore Gesù Cristo come Dio e Salvatore del mondo secondo le Sacre Scritture e per questo cercano di rispondere alla comune vocazione e glorificazione di Dio Padre e Figlio e Spirito Santo».
    Nei suoi 25 anni di esistenza, la Comunità ha cercato di promuovere l’ecumenismo in Ticino in vari modi: incontri, conferenze, celebrazioni ecumeniche, visite, informazioni sulle varie Chiese e sul movimento ecumenico e molto altro ancora.

    Appuntamento il 19 gennaio

    Il 25mo anniversario della CLCCT verrà celebrato a Lugano nell’ambito della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Domenica 19 gennaio alle 16.30 in cattedrale si svolgerà il culto ecumenico sul tema «Credi tu questo?» (Gv 11,26), inserito nella giornata che il Giubileo della Chiesa cattolica dedica alle Chiese e comunità cristiane non cattoliche. Predicherà il priore della Comunità monastica ecumenica di Bose Sabino Chialà. Questa celebrazione sarà preceduta alle 16 da una salita in processione da piazza Cioccaro, esattamente come 25 anni fa.

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