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  • Sebastiano e Maria Laura Pron, Nadia e Sandro Agustoni, Padre Yves Voltaire, direttore del Bureau Diocésain d’Education e Vicario Generale della Diocesi haitiana davanti alla cattedrale di Miragoâne

    La missione della diocesi di Lugano ad Haiti verso il passaggio di testimone

    La missione della Diocesi di Lugano ad Haiti si prepara a un cambio di testimone. Una decina di giorni fa sono giunti sull’isola caraibica i coniugi Agustoni che vivranno un periodo di assestamento e di conoscenza insieme a Maria Laura e Sebastiano Pron, missionari sull’isola dal dicembre 2019, che a luglio termineranno la loro esperienza. Abbiamo raggiunto Maria Laura per sentire gli aggiornamenti dei progetti che portano avanti nella diocesi haitiana di Anse-à-Veau-Miragoâne e Sandro e Nadia per raccogliere le loro prime impressioni.

    Maria Laura, qual è la situazione attuale ad Haiti?

    Non è semplice rispondere a questa domanda, la situazione è complessa e noi riusciamo a percepire poco stando sempre fermi all’interno della diocesi. Nel sud del Paese, dove siamo noi, la situazione è tranquilla. La capitale sta invece diventando un luogo sempre più pericoloso a causa delle gang che minacciano l’incolumità degli abitanti. Dopo l’uccisione del presidente Jovenel Moïse, lo scorso 7 luglio, la situazione politica sembra essere in stallo; il governo al momento non sta funzionando e la gente sembra rassegnata a ciò. Si prevede però che la situazione possa peggiorare nei prossimi mesi perché la moneta locale sta ricominciano a perdere valore rispetto al dollaro e i prezzi stanno notevolmente crescendo, creando ulteriore povertà.

    A che punto sono i vostri progetti?

    Nonostante le difficoltà nel Paese, le attività stanno andando molto bene. Siamo felici di vedere che l’equipe di collaboratori haitiani e i ragazzi dell’Ufficio diocesano per l’educazione con cui gestiamo le attività hanno fatto grandi passi avanti e hanno imparato tante cose. Nonostante l’anno scolastico sia cominciato molto tardi a causa del terremoto che si è abbattuto sull’isola nell’agosto scorso, seguito da un altro a gennaio, è stato fatto un grande lavoro con i docenti. L’équipe del Bureau Diocésain d’Éducation sta proponendo delle giornate di educazione alla sessualità e all’affettività direttamente nelle classi, mentre continuano le formazioni su diversi temi per gli insegnanti. Cerchiamo di visitare tutte le scuole in modo che tutti i docenti possano approfittare della formazione, anche quelli che si trovano nelle strutture più scomode da raggiungere. La speranza è che mettano in pratica gli insegnamenti e che i bambini ne traggano beneficio.

    Quella educativa è solo una parte della vostra missione…

    Ci sono poi tante altre attività collaterali, ma che comunque richiedono tempo ed energie. Vi è l’impegno con l’associazione ASPISS per il sostegno di persone disabili e anziane; da parte mia c’è il lavoro settimanale al centro di salute con la presa in carica dei pazienti e la formazione per gli infermieri; vi è l’impegno con il Village de la Misericorde, un quartiere messo a disposizione dalla parrocchia dove vengono accolte persone in difficoltà. Qui Sebastiano, insieme ad alcune persone della comunità, si è impegnato per recuperare le strutture e accompagnare queste persone con tutte le loro fragilità. Infine, seguiamo un gruppo di giovani mamme con le quali sono nate preziose amicizie: con loro stiamo facendo un percorso per accompagnarle al Battesimo dei loro bambini. Nelle prossime settimane cercheremo di completare quello che abbiamo già avviato, in modo da portarlo a termine entro luglio, quando faremo ritorno in Ticino.

    Passerete dunque il testimone ai coniugi Agustoni…

    Esattamente. Sandro e Nadia ci stanno seguendo nelle nostre attività, così da conoscere direttamente la realtà e soprattutto le persone con le quali collaboriamo e capire dunque come sarà il modo migliore di inserirsi. Da parte nostra abbiamo il desiderio che molte attività che in questo tempo abbiamo intrapreso vengano portate avanti, ma per tanti aspetti dipenderà da loro e dal loro modo di mettersi in gioco. Ognuno arriva con la propria storia e i propri talenti e la bellezza di questo progetto diocesano è che lascia molto spazio e libertà al volontario missionario: ci sono tantissime possibilità, toccherà a loro trovare la propria strada, come abbiamo fatto noi.

    Le prime impressioni di Nadia e Sandro

    Sembra essere partita con il piede giusto l’esperienza di Sandro e Nadia Agustoni sul suolo haitiano. È tanta la loro voglia di raccontare questi primi giorni, la calorosa accoglienza in aeroporto, le prime visite alle scuole, i primi incontri con le persone che li accompagneranno nei prossimi mesi, il corso di creolo già avviato per poter - al più presto - entrare in sintonia con le persone: «All’inizio di questa esperienza la nostra impressione è assolutamente positiva - ci confidano entrambi -: non ci siamo sentiti nè estranei nè soli, dalla gente stiamo ricevendo una bella accoglienza». Il loro desiderio, con i giusti tempi, è quello di «condividere un pezzetto di strada con la popolazione, portando avanti il percorso avviato da Maria Laura e Sebastiano. In questi primi mesi per noi si tratta di vedere e capire in quali contesti potremo realmente portare qualcosa. Per fare ciò nelle prossime settimane, cercheremo di visitare la diocesi anche da soli così da conoscere e scoprire la realtà con i nostri occhi».

    Silvia Guggiari

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