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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Papa Leone durante il saluto finale ai giovani, al termine della Messa del Giubileo a Tor Vergata

    Leone e la sua prima intervista: "La polarizzazione minaccia dentro e fuori la Chiesa"

    Sul Soglio di Pietro dall’8 maggio 2025, Leone XIV assicura di avere “davanti ancora una lunga strada per imparare”. Se la parte “pastorale” è stata finora quella più facile, il Papa si dice “sorpreso” dal fatto di essere stato “scaraventato al livello di leader mondiale”. Tutto è pubblico: “La gente sa delle conversazioni telefoniche o degli incontri che ho avuto con i capi di Stato di una serie di diversi governi e Paesi del mondo”. Il Pontefice spiega anche di star imparando molto sul ruolo diplomatico della Santa Sede: “Sono tutte cose nuove per me… Mi sento molto stimolato, ma non sopraffatto”.

    Nell’intervista concessa da Leone XIV alla giornalista Elise Ann Allen per il libro “León XIV: ciudadano del mundo, misionero del siglo XXI”, in uscita il 18 settembre, il Pontefice parla del suo ruolo e degli sforzi della Santa Sede per la pace, rilancia l’appello al dialogo, rileva il venir meno del multilateralismo e il crescente divario tra ricchi e classe operaia.

    Insomma, a settant’anni e da poco eletto Pontefice, Leone XIV-Robert Francis Prevost, non vive il papato come un traguardo già compiuto, ma come un dono inatteso e un apprendimento continuo. Nell’intervista concessa a Crux e ripresa da El Comercio, il Papa offre una visione umana e riflessiva del suo ruolo in un mondo polarizzato, impegnato per la pace, l’ascolto e la comunione.

    Prevost afferma di sentirsi “al tempo stesso statunitense e latinoamericano”. Pur essendo nato e cresciuto negli Stati Uniti, il suo ministero è stato profondamente segnato da anni di servizio in America Latina, in particolare in Perù. Questa doppia dimensione gli dona una prospettiva preziosa che – dice – alimenta il suo amore per la Chiesa latinoamericana e, al contempo, il suo sguardo universale su una Chiesa chiamata a una visione più profetica.

    Papa, un ruolo nuovo da cui non si sente sopraffatto

    Essere Papa, riconosce, comporta una “grande curva di apprendimento”. Non si tratta di pura teoria: sin da subito si è trovato a gestire compiti inediti, come intervenire su questioni globali, ricevere telefonate con leader nazionali, portare avanti la diplomazia che la Santa Sede esercita da secoli. Descrive questo ingresso come “un tuffo improvviso” nel nuovo ruolo, ma sottolinea di non sentirsi sopraffatto.

    Per Papa Prevost, la missione più essenziale resta quella pastorale: confermare gli altri nella fede, ascoltare senza pregiudizi, avvicinarsi a persone di ogni età e condizione. Questa dimensione intima e spirituale costituisce il cuore del suo servizio.

    Uno dei temi più forti è quello della pace. Leone XIV ha lanciato appelli accorati nei conflitti più recenti, come quello in Ucraina, e pur sottolineando che la Santa Sede può offrire una voce autorevole, ritiene che il suo ruolo più realistico sia quello di richiamare alla pace piuttosto che mediare direttamente. Riconosce la complessità della diplomazia vaticana, ma insiste sull’urgenza di promuovere il dialogo e di incoraggiare la comunità internazionale a fare pressione affinché le parti in conflitto accettino soluzioni diverse dalla guerra.

    Secondo Leone XIV,  “l’unica risposta è la pace”. “Dopo questi anni di inutili uccisioni di persone da entrambe le parti – in questo particolare conflitto, ma anche in altri conflitti – credo che le persone debbano in qualche modo essere risvegliate per dire che esiste un’altra via per risolvere la questione”, afferma. Mentre sulla proposta del Vaticano come mediatore dei conflitti, con anche la possibilità di ospitare tavoli negoziali tra Russia e Ucraina, Leone XIV rimarca che “da quando è iniziata la guerra, la Santa Sede ha compiuto grandi sforzi per mantenere una posizione veramente neutrale.

    Il divario tra ricchi e poveri

    Il Papa individua nella polarizzazione una delle principali minacce del nostro tempo, dentro e fuori la Chiesa. Denuncia la perdita di valori umani essenziali: dignità, comunità, vita familiare.

     Viviamo in tempi di polarizzazione, afferma Leone XIV, soprattutto dopo la crisi del 2020, e anche di perdita di valori: “Il valore della vita umana, della famiglia, e il valore della società. Se perdiamo il senso di questi valori, che cosa rimane d’importante?”, osserva. E punta il dito contro “il crescente divario tra i livelli di reddito tra la classe operaia e i soldi che ricevono i più ricchi”: “CEO che sessant’anni fa avrebbero forse guadagnato dalle quattro alle sei volte più degli operai, secondo gli ultimi dati che ho visto prendono 6.600 volte di più di un operaio medio”. In proposito il Papa spiega di aver letto pure una notizia secondo cui Elon Musk, imprenditore Usa fondatore di Tesla e SpaceX, “sarà il primo trilionario al mondo”: “Che cosa significa e di che cosa parliamo? Se questa è ormai l’unica cosa ad avere valore, allora siamo in un grosso guaio…”.

    Il valore della sinodalità

    Per contrastare queste divisioni, propone di costruire ponti: non solo tra nazioni o culture, ma anche tra identità diverse, tra credenti e non credenti, tra i vari membri della Chiesa. Parte di questo sforzo è la sinodalità: un atteggiamento di apertura, partecipazione e corresponsabilità. Non è per lui una rinuncia all’autorità, ma un modo di vivere la Chiesa come comunità in cui ognuno porta il proprio contributo.

    Leone XIV lascia intravedere che il suo pontificato sarà diverso: meno centrato sull’apparato gerarchico, più sulla vicinanza, l’umiltà, l’accompagnamento. Non rinnega la tradizione, ma cerca una Chiesa che ascolti, che dialoghi, che cammini con chi vive ai margini.

    Infine risponde nell’intervista anche a una domanda sulla Coppa del Mondo di calcio 2026. “Per chi fa il tifo?”, domanda Allen. “Bella domanda”, risponde Leone: “Probabilmente per il Perù, solo per via dei legami affettivi, se vogliamo. Sono anche un grande tifoso dell’Italia … La gente sa che sono un tifoso dei White Sox, ma come Papa sono tifoso di tutte le squadre”.

    Fonte: farodiroma

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