Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • Denise Carniel a Berna

    Lo scorso 24 marzo a Berna la prima sessione delle persone con disabilità. La testimonianza di Denise

    di Denise Carniel

    Difficile decidere quali siano le parole giuste per parlarvi del 24 marzo scorso, ma penso possano essere racchiuse in un forte desiderio identitario e di un grande senso di gratitudine: questo è stata per me – tra le altre cose – la partecipazione alla prima sessione delle persone con disabilità a Berna. Il lottare per la propria comunità non è mai ovvio, soprattutto se come nel nostro caso, si tratta di una fetta di popolazione considerata minoritaria, ma è davvero cosi nei fatti? Abbiamo dimostrato di no.
    Doverlo rivendicare ancora dovrebbe realmente gettare nello sconforto ogni singolo cittadino e cittadina di questa democrazia, perché rasenta l’ovvio che alcune tutele siano garantite, ma lo è solo di principio, visto che le nostre rivendicazioni hanno toccato temi come l’accessibilità, la partecipazione alla vita sociale e politica, l’economia, e la cura; aspetti che che dovrebbero essere il metro di valutazione di un Paese all’avanguardia o che si definisce tale. E invece siamo ancora prigionieri del processo di categorizzazione e gerarchizzazione, ed in questo senso la situazione va quantomeno ammessa, e come tale cambiata, perché non dobbiamo più vivere nell’arcaica paura di fare le scelte giuste.
    In Svizzera il 22% della popolazione è affetta da “disabilità” (nel senso lato del termine che comprende persone con storie diverse, con stati fisici visibili e invisibili) che non dovrebbe chiedere di farsi spazio, ma avere d’ufficio il dovere di esistere in una società pronta a rompere argini e muri, a favor di una umanità più vera.
    Nel parlarvi di questo momento è importante per me invitarvi a riguardare la diretta, organizzata da pro infirmis (www.proinfirmis.ch), ed ascoltare attentamente i discorsi di ciascun delegato, a partire dai quali abbiamo steso un documento, denso di verità. In questa importante occasione ci siamo sentiti parte di un processo creativo, in cui, per la prima volta, essere protagonisti laddove la legge impera. Avrei voluto che tutti aveste avuto la possibilità di assistere agli incontri di preparazione a questo evento: avreste visto tanto lavoro, tanta voglia di far bene e di affermare i giusti principi, con fair play e competenza. È stato molto importante rendersi «modello» non di perfezione, ma di applicazione di giusti principi, farsi portavoce di buone pratiche. E questo è solo l’inizio di una azione pubblica che possa tenere alta l’attenzione su temi che toccano tanti di noi. La disabilità non è una condizione che augurerei a nessuno, ma che ferma la vita solo se glielo si permette: ognuno di noi si è fatto precursore che con buonsenso i risultati si ottengono. Facendo squadra abbiamo smosso le montagne dei media insieme all’importante comparto politico: abbiamo il dovere di essere considerati e per questo ciascuno di voi può diventare un alleato facendo pressione perché non veniamo dimenticati. È quanto ci ha insegnato questa sessione, che non deve essere definita speciale: noi non siamo un regalo ma siamo una risorsa e vi sfidiamo a trovare soluzioni ove il resto del mondo ci considera soltanto un problema, noi ce la faremo. Siete con noi? Mi sento di rispondere da parte vostra un forte e profondo, «assolutamente sì».

    News correlate

    Note di infinito: quando la musica racconta il desiderio profondo di felicità

    Un ciclo di tre incontri tra musica e testimonianza per riscoprire l’inclusione come esperienza di bellezza condivisa. Promossi da La Mongolfiera e dall’Accademia Musicale Donald Swann, gli eventi invitano a guardare la fragilità come luogo di senso e di felicità possibile per tutti. Primo appuntamento sabato 17 gennaio.

    Fondazione don Guanella a Riva: una due giorni per scoprire il settore adulti del centro diurno

    Un'occasione di porte aperte il 28 e 29 novembre con una mostra curata dagli ospiti per cogliere il valore dei percorsi di inclusione sociale e culturale promossi a Riva. Un ricco programma da scoprire.

    Oltre la cura: storie vere in Ticino di amicizia, accoglienza e speranza

    Una giornata di comunione, ascolto e speranza dedicata ai familiari curanti si terrà il 30 novembre al Centro Cittadella di Lugano. Testimonianze, momenti di riflessione, musica e condivisione per superare la solitudine e ritrovare forza nella cura reciproca.

    L'opera educativa Sant'Angelo di Loverciano compie 75 anni

    Con il presidente della Fondazione Egidio Centonze ripercorriamo lo storia e lo spirito dell'istituto che ha fatto dell'accoglienza e dell'accompagnamento verso l'autonomia di giovani con difficoltà la sua missione. I festeggiamenti di questo traguardo hanno avuto luogo il 12 ottobre.

    Dalla disperazione alla speranza: quando la fragilità diventa occasione di rinascita

    Testimonianze dal Giubileo delle persone con disabilità. Evento diocesano vissuto alla Fondazione OTAF domenica scorsa, 9 marzo. Il vescovo de Raemy ha invitato a vedere la diversità come dono, promuovendo una cultura di inclusione e solidarietà nella comunità.

    “Dalla disperazione alla speranza”: A Sorengo il Giubileo delle persone con disabilità. Le foto

    Domenica, 9 marzo, all'OTAF di Sorengo, la Diocesi di Lugano ha celebrato il Giubileo delle persone con disabilità. Un’iniziativa sostenuta dal Vescovo Alain, che ha presieduto la Santa Messa, con un pranzo conviviale e un momento di testimonianze di coraggio e rinascita.

    News più lette