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  • Maria Laura e Sebastiano Pron hanno concluso il loro periodo di missione ad Haiti

    di Katia Guerra 

    Sono rientrati definitivamente in Ticino a metà luglio Maria Laura e Sebastiano Pron, i missionari ticinesi attivi ad Haiti, nella diocesi di Anse- à-Veau-Miragoâne, per il progetto di cooperazione della Diocesi di Lugano. «Con la mente e con il cuore siamo però ancora laggiù», ci confidano in queste ore. Mantengono regolari contatti sia con i coniugi Nadia e Sandro Agustoni, giunti sull’isolala scorsa primavera e ai quali hanno passato il testimone, sia con le diverse persone che hanno accompagnato e con le quali hanno stretto un legame d’amicizia,comeadesempiole giovani ragazze madri haitiane.

    «Dopo un’esperienza così intensa di tre anni è triste lasciare e i sentimenti sono ambivalenti: da una parte si vorrebbe continuare, dall’altra siamo contenti di poter di nuovo stare con le nostre famiglie e gli amici», evidenziano. «Ed è anche bello ritrovare un Paese bellissimo, pulito, organizzato. Haiti è un posto stupendo, ma ha tanti problemi. Ci siamo abituati a vivere nella semplicità, con poco», aggiunge Maria Laura. «La diversità di questi due mondi l’ho proprio vissuta negli scorsi giorni, quando ho visitato le aule nelle quali insegnerò», ci racconta Sebastiano, che nei prossimi giorni rientrerà come docente nella scuola ticinese. «Mi sono trovato davanti ad un grande schermo touch screen e ho proprio riflettuto sul fatto che con i soldi necessari ad acquistare questo schermo ad Haiti avremmo potuto costruire una scuola. Ci si chiede se questo è giusto. Non c’è una risposta, ma è una domanda che ci porteremo sempre dentro».

    Incontri che lasciano il segno

    I ricordi di questa esperienza missionaria sono ancora molto vivi in Maria Laura e Sebastiano Pron. «Rimangono impressi soprattutto gli incontri, quelli semplici, della vita di tutti i giorni: le signore che vendevano la frutta, l’anziano che passava sempre a salutarci, le persone che andavamo a visitare, i poveri», evidenzia Maria Laura. «Questi tre anni mi hanno fatto percepire ancora di più l’importanza fondamentale dell’educazione sia a livello scolastico, che ha livello familiare: essa ha un influsso sulla società, su come la gente vive, su come si affronta la vita. Ora ancora più di prima mi concentrerò non solo a trasmettere nozioni scolastiche, ma anche a formare dei buoni cittadini», afferma Sebastiano.

    Il rispetto del bene comune, di cui parla spesso anche papa Francesco, è un altro aspetto che dopo l’esperienzasull’isolacaraibicahaassunto ancora più evidenza. «Ad Haiti èpaleseilfattochel’inquinamento ha effetti nefasti sull’ambiente. Qui in Svizzera rimane più nascosto», rivelano i coniugi Pron. «Vivere in una realtà difficile, ci ha anche resi consapevoli di quale fortuna sia quella di nascere e crescere in un Paese come la Svizzera», aggiunge Maria Laura.

    Il progetto continua

    Per quanto riguarda l’attività svolta nella diocesi di Anse-à-Veau-Miragoâne, Maria Laura e a e Sebastiano Pron sottolineano il fatto che il loro lavoro si è inserito in un percorso di collaborazione fra le due diocesi già iniziato e che continua. «Il nostro compito non era di concludere qualcosa ma piuttosto di sviluppare, dare forma e nuovi impulsi al Bureau Diocésain d’Éducation (l’ufficio diocesano dell’educazione), così da riuscire anche a costruire insieme una rete delle scuole cattoliche e mettere le basi per nuovi modi di lavorare», evidenzia Maria Laura. «Siamo stati contenti di essere riusciti a fare breccia e a stimolare un cambiamento. La nostra più grande soddisfazione è di vedere i collaboratori che hanno lavorato con noi portare avanti «con le loro gambe» ciò che abbiamo avviato insieme nell’ambito dell’educazione e della salute. L’obiettivo è che possano guardare avanti in autonomia, anche dopo che Nadia e Sandro se ne saranno andati», spiega Sebastiano. Attualmente, la conclusione del progetto fra la diocesi di Lugano e la diocesi di Anse à Veau-Miragoâne è prevista per il 2025.

    Ora la missione è testimoniare

    Applicare il Vangelo nella vita quotidiana di tutto i giorni, nella concretezza dell’ascoltare e prestare attenzione ai bisogni dell’altro: è questo oggi il senso dell’essere missionari per Sebastiano e Maria Laura, che evidenziano anche il fatto che la missione non termina con il rientro a casa, ma continua nel testimoniare delle difficoltà con le quali sono confrontati i meno fortunati. Ed è ciò che hanno intenzione di fare nei prossimi mesi, in collaborazione con la Commissione Missionaria della Svizzera italiana.

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