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  • Nigeria, un prete cattolico ucciso e uno ferito nella loro casa parrocchiale

    Domenica mattina, in Nigeria, un gruppo di banditi ha attaccato, prima dell’alba, la residenza parrocchiale della chiesa cattolica di San Pietro e Paolo, a Kafin-Koro, nella regione di Paikoro e diocesi di Minna, uccidendo il parroco padre Isaac Achi e ferendo alle spalle il suo collaboratore padre Collins, mentre tentava di scappare. All’accorrere delle forze di sicurezza, gli aggressori hanno lasciato l’abitazione dandola alle fiamme e provocando così la morte del sacerdote. Padre Isaac Achi era un superstite dell'attacco di Boko Haram alla  chiesa di Santa Teresa di Madalla, il giorno di Natale 2011, in cui morirono 44 persone. Il corpo senza vita di padre Isaac è stato recuperato, “mentre padre Collins è stato portato in ospedale per essere curato”. Secondo il sito della diocesi di Minna è stato ricoverato d'urgenza. Il commissario di Polizia, del Comando dello Stato, Ogundele Ayodeji, ha inviato una squadra di rinforzo nella zona “e sono in corso gli sforzi per arrestare gli assalitori, mentre sono iniziate le indagini sul tragico attacco".

    Continuano le violenze nei confronti di sacerdoti

    Il nuovo anno non sembra portare serenità per i sacerdoti dei Paesi difficili del mondo. Già lunedì 2 gennaio, nel Burkina Faso, è stato ucciso padre Jacques Yaro Zerbo. Uomini armati non identificati, ha confermato mons. Prosper Bonaventure Ky, vescovo di Dédougou, hanno trucidato il sacerdote di 67 anni in località Soro, nella regione di Boucle du Mouhoun, nel nord-ovest del Paese. Il presbitero era nato il 28 dicembre 1956 a Kolongo, nell’attuale Mali e venne ordinato sacerdote il 19 luglio 1986.

    Dal Myanmar, lo scorso 14 gennaio, è arrivata la notizia che in un attacco delle Forze armate regolari del Paese sono stati uccisi un pastore battista e un diacono cattolico vicinissimo all'ordinazione. Queste vittime, insieme a numerosi civili, incluso un bimbo di 2 anni, persero la vita a causa degli attacchi aerei dell'Esercito del Myanmar su due villaggi abitati in gran parte da membri dell'etnia Karen che vivono in gran parte nella regione orientale del Myanmar lungo il confine con la Thailandia.

    Se a questi morti aggiungiamo tutti i sacerdoti rapiti dall'inizio dell'anno e i numerosi cristiani non cattolici anche loro nella mira di gruppi terroristici (ieri sono morti al meno 17 persone per l'esplosione di una bomba in una chiesa pentecostale del Congo Democratico), il 2023 si annuncia tanto difficile quanto l'anno scorso.

    agenzie/red

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