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    Nobel pace: un premio per tutte le donne del Medio Oriente

    “Spero che questo Premio aiuti a portare giustizia per quelle donne che hanno subito violenza sessuale. La giustizia è fondamentale. Questo premio è anche per tutte le donne del Medio Oriente, tutti gli iracheni, i curdi e le minoranze perseguitate in tanti angoli del mondo. Bisogna continuare a lottare perché la mentalità dello Stato Islamico può annidarsi ovunque”. È il primo commento a caldo rilasciato al sito web del Nobel da Nadia Murad, la giovane donna yazida schiavizzata dallo Stato Islamico che oggi è stata insignita del Premio Nobel per la pace insieme al ginecologo congolese Denis Mukwege.

    Il Comitato norvegese per il Nobel ha voluto premiare “i loro sforzi a porre fine all’uso della violenza sessuale come arma di guerra e di conflitto armato”. “Entrambi – riferisce il Comitato – hanno dato un contributo fondamentale a richiamare l’attenzione e a combattere questo tipo di crimini di guerra in modo che gli autori possano essere ritenuti responsabili per le loro azioni”. “Se vogliamo che la gente dica ‘stop alla guerra’ dobbiamo mostrare quanto questa sia brutale” è stato il commento della presidente del Comitato, Berit Reiss-Andersen, espresso dopo l’annuncio dei nomi dei vincitori.

    “Stavo operando quando improvvisamente la gente ha cominciato a urlare. Posso vedere sul volto di molte donne quanto siano felici di essere riconosciute. E’ davvero toccante”: con queste parole il ginecologo congolese Denis Mukwege ha commentato, anche lui dal sito web del Nobel, il Premio per la pace assegnatogli dal Comitato norvegese per il suo impegno a favore della donne vittime di violenza. 63 anni, il medico dirige il Panzi Hospital, fondato nel 2008 a Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo. Qui ogni anno vengono curate migliaia di donne vittime di abusi e violenze sessuali la maggior parte delle quali commesse lungo il corso di una guerra civile, costata la vita a più di sei milioni di congolesi, ufficialmente terminata nel 2002, ma che vede ancora fronteggiarsi l’esercito regolare e gruppi armati che cercano di controllare le ricchezze del Paese, oro, diamanti e rame. Il principio che da sempre ispira Denis Mukwege si può riassumere nella frase: “La giustizia è affare di tutti”. Nel 2014 Mukwege ha ricevuto il premio Sacharov dal Parlamento europeo.

    Red/agenzie

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