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    Nuova Zelanda: esce il rapporto sugli abusi sessuali del clero

    È la prima volta che i vescovi della Nuova Zelanda ammettono pubblicamente, grazie ad un rapporto, molestie e violenze commessi da religiosi e clero. Il rapporto realizzato su esplicita richiesta del Governo del Paese alla Conferenza episcopale rileva oltre 1000 vittime, la metà delle quali minorenni., dagli anni '50 ad oggi. Il 75% di questi presunti abusi si sono verificati prima degli anni Novanta, quando nella Chiesa i vescovi erano orientati ad osservare regole ben precise su come gestire gli abusi sostanzialmente legate alla preoccupazione di preservare il buon nome della istituzione piuttosto che tutelare le vittime. Una situazione di coperture e trasferimenti che dava luogo a trasferimenti degli abusatori da un posto all'altro, senza denuncia, sperando in un ravvedimento che nella maggior parte dei casi non avveniva, ma anzi si moltiplicavano i delitti.
    Quasi la metà delle 1.680 denunce, fatte da 1.122 persone, riguardano abusi sessuali perpetrati principalmente in strutture educative o case residenziali (collegi, orfanotrofi, ospedali). Le accuse riguardano per il 14% il 1.274 clero diocesano, mentre il restante riguarda casi di religiosi, fratelli, monache e altro personale che lavorava nelle istituzioni cattoliche. Una commissione governativa (istituita nel 2018 dal primo ministro Jacinda Ardern) ha imposto ai vescovi di indagare sugli abusi.
    Il cardinale John Dew, presidente della Conferenza dei vescovi della Nuova Zelanda, in una dichiarazione ha chiarito che queste statistiche «sono orribili e sono qualcosa di cui vergognarsi profondamente».
    Molti abusi nel corso degli anni si sono concentrati soprattutto dentro due strutture simbolo, la Marylands Schools e all'Hebron Trust. Ma evidentemente le segnalazioni che arrivavano alle diocesi sono state tutte tacitate nel tempo. Il fatto che gli abusi si siano verificati in strutture note alla popolazione del Paese e luoghi ritenuti di fiducia è una notizia ancora più traumatizzante per molti fedeli.

    (agenzie/red)

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