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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Numero natalizio della rivista di Caritas Ticino all'insegna della speranza

    È partendo dalle parole dell’ultima lettera pastorale di mons. Lazzeri, “Respirate sempre Cristo”, e dalle riflessioni del compianto Vescovo mons. Eugenio Corecco che prende le mosse la riflessione di Marco Fantoni, nel suo editoriale dell’ultimo numero di Caritas Ticino: “Come leggere la speranza – si chiede Fantoni – nella malattia? Come leggere la speranza nella sofferenza? Come leggere la speranza nella perdita del posto di lavoro? Come leggere la speranza nella fatica?”. Il Natale ci interroga anche su questo, essendo il bambino nella mangiatoia portatore di una speranza ulteriore.

    E di speranza parlano anche le storie raccolte nella rivista. Don Giuseppe Bentivoglio, nel primo contributo, ci ricorda quanto sia umano sperare: “Noi più o meno consapevolmente sempre attendiamo che qualcosa o qualcuno, venendo, ci possa aiutare a ritrovare noi stessi e dia senso alla nostra vita”. Ma “la gioia del Natale non dipende solo dal fatto che Gesù è nato migliaia di anni fa, ma dipende anche (e soprattutto) dalla certezza che il Signore continua a nascere in ciascuno di noi”; è questo che deve davvero donarci speranza. Chiara Pirovano, nel secondo contributo, ci propone invece un’incursione nell’arte di Pieter Bruegel il Vecchio, controverso arista fiammingo anche autore di tele a tema natalizio.

    Sono fatti invece di volti e storie reali i protagonisti del Programma occupazionale di Caritas Ticino, come spiega il terzo articolo di Marco Fantoni: da sempre Caritas Ticino mette al centro la persona. Il programma occupazionale – scrive poi nel dettaglio Roby Noris – mira a trasformare chi è escluso dal mercato in soggetto economico produttivo, ma è anche un tempo, secondo Laura Piccardi, “per acquistare fiducia in se stessi, versatilità professionale e flessibilità lavorativa”. In questo quadro, rientra anche la storica attività del Programma occupazionale del “ritiro mobili”, una “scelta sociale, economica, ecologica”.

    Di tutto interesse anche il contributo di Dante Balbo, che valuta le conseguenze della proposta di modifica della legge del 1995 sul servizio militare, con delle ricadute non irrilevanti su quello che è il servizio civile. Balbo, in modo acuto, ricorda che “non vi sono studi che comprovino che il servizio civile rechi danno agli effettivi dell’esercito, mentre è dimostrata la sua utilità per la società e l’ambiente”. Di pari ricaduta sociale è l’argomento affrontato da Silvana Held, che si interroga invece sull’indennità di malattia. “Conoscere le condizioni relative alle indennità per malattia prima di firmare un contratto di lavoro – mette in guardia Held – risulta importante quanto la scelta della propria cassa malati”. Dante Balbo riprende quindi la parola per proporre alcune riflessioni sul progetto pilota cantonale di lotta all’indebitamento, che giunge al termine; a seguire, un approfondimento sull’indebitamento giovanile.

    A questo punto la rivista si apre alle testimonianze, come quelli dei dipendenti di Ca Indosuez che hanno prestato servizio per un giorno nelle strutture del Programma occupazionale di Caritas Ticino; volontariato che è stato anche al centro della giornata di formazione, sempre organizzata da Caritas Ticino, “Il volontariato, l’orizzonte del dono, che abita nel cuore della cura”, di cui riferisce Marco Di Feo, che presenta inoltre la rete di volontari che si sono messi per conto di Caritas Ticino a servizio dell’immigrazione. Infatti, Caritas Ticino da un anno e mezzo a questa parte ha assunto il mandato per il coordinamento del volontariato ticinese rivolto alle persone richiedenti asilo. Un’azione che finora si è articolata in tre attività: la costituzione di una rete territoriale, il suo ampliamento, il suo coordinamento. Fulvio Pezzati commenta invece il Global Impact, che dovrebbe portarci “verso una migrazione sicura, ordinata e regolare”.

    Negli ultimi articoli, a colloquio con Marco Scarpa, si torna invece a riflettere di scuola inclusiva e accoglienza della fragilità umana, tema a cui si riconnette anche quello dell’illettaratismo, una piaga, anche se non sembra, pure in Svizzera. Si torna a parlare di lavoro nel terz’ultimo articolo, con il resoconto delle interviste a Glauco Martinetti, presidente della Camera di Commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Canton Ticino (Cc-Ti), e a Giovanni Scolari, segretario regionale dell’OCST, rilasciate a Caritas TV.

    Sempre a Caritas Ticino Video Elisabetta Cipollone racconta il suo incontro con “Prison Fellowship” e il progetto “Sicomoro”, tramite il quale i parenti delle vittime incontrano, in carcere, persone che si sono rese colpevoli di atroci delitti: un duro confronto che porta, alla fine, all’aiuto reciproco.

    Un numero, insomma, quello natalizio della rivista di Caritas Ticino, che si apre e si chiude all’insegna della speranza. Il numero è interamente consultabile sul sito di Caritas Ticino.

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