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  • Padre Pozzi: ultimi giorni della mostra a lui dedicata alla Biblioteca Salita dei Frati

    Un’esposizione per celebrare l’illustre figura di padre Giovanni Pozzi (1923-2002), attraverso le tappe della sua vita, gli scritti e l’attività di ricerca quotidiana. È questo l’intento della mostra, ancora in corso fino alla fine di agosto, «Giovanni Pozzi. Il convento, l’università, la biblioteca», allestita nel porticato della Biblioteca Salita dei Frati, fondata dallo stesso Pozzi nel cuore di Lugano, e nata in occasione del convegno internazionale «Padre Giovanni Pozzi nel centenario della nascita. La costanza del risultato, l’ardimento dell’interpretazione», promosso dall’Istituto di studi italiani dell’Università della Svizzera italiana, dal Dipartimento di italiano dell’Università di Friburgo e dalla Biblioteca Salita dei Frati il 26 e 27 maggio scorsi. La mostra, di carattere bio-bibliografico, è curata da Laura Quadri, Pietro Montorfani e dalla sottoscritta. Si tratta di un percorso cronologico suddiviso in tre sezioni, ciascuna dedicata ad uno specifico tema: la vita in convento, l’attività universitaria e la gestione della biblioteca. Gli oggetti, che sono stati esposti nelle diverse teche, sono di varia tipologia: libri antichi e moderni, carte d’archivio, opere d’arte, le fotografie e lo schedario che Pozzi utilizzava per le sue ricerche personali. La Biblioteca Salita dei Frati custodisce infatti anche i volumi del Fondo Pozzi – oltre 10.000 libri e 4.400 estratti – e le carte del suo archivio personale, che da pochi mesi è stato trasferito in Ticino dall’Archivio provinciale di Lucerna. La realizzazione della mostra è stata possibile grazie al sostegno dell’Associazione degli amici del Bigorio, dell’Associazione dei Cappuccini della Svizzera italiana, del Comune di Orselina e del fondo Aiuto federale per la lingua e la cultura italiana del Cantone Ticino.

    Possibilità di visita nei consueti orari di apertura della biblioteca (mercoledì 14.00-18.00, giovedì 14.00-18.00 e venerdì 14.00-18.00). 

    di Chiara Cauzzi, curatrice

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